Duomo

Firenze dalla terrazza

Terrazza_Brunelleschi_nightIn una serata di inizio ottobre con una temperatura mite, che consente di gustare un buon bicchiere di vino stando all’aperto, si può chiacchierare amabilmente di fronte a un panorama da togliere il fiato. Firenze è una città meravigliosa, possiede gioielli dell’architettura invidiati dal mondo intero che costantemente si reca in pellegrinaggio in quel luogo. Potere ammirare dall’alto la cupola del Brunelleschi, nella sua perfezione, mentre domina la città è un gran privilegio. Di fronte il cielo che, al passare delle ore, diventa bruno e si presta come sfondo, sotto le case e le piccole vie in cui sembra di sentire il vociare di un tempo, di coloro che hanno visto nascere l’opera, intorno i fiori con il loro profumo; tutto contribuisce a farci sentire spettatori di un dipinto da ammirare provando anche a stare in silenzio.

Via dell’Arcivescovado

ArcivescovadoQuando da Corso Vittorio Emanuele si svolta dietro al Duomo e si arriva in questa via si ha la sensazione di un luogo senza tempo. Forse perché la via è pedonale e spesso anche i passanti lasciano la strada vuota, preferiscono fare il giro largo per vedere la facciata del Duomo e ritrovarsi di fronte a Palazzo Reale. Qui io trovo una nicchia, pochi metri di strada pieni di pensieri a cui aggiungo anche i miei che quando sono lì viaggiano liberi, vengono fuori e si sfogano. A volte mi fermo, guardo i muri antichi dell’Arcivescovado e i grandi mattoni del Duomo, sento la gente che è passata di lì. Guardo le pietre del selciato e penso alle carrozze che le hanno percorse. Sento il silenzio, un momento ovattato in cui posso chiudere gli occhi ed essere sicura che tutto andrà bene.