Milano

Cortili

IMG_3462Trovo che uno degli aspetti più misteriosi di Milano siano i cortili dei palazzi. Solitamente vengono nascosti gelosamente dietro a portoni di legno che segnano il passo dei pedoni sui marciapiedi. Ci sono però dei momenti, in genere la mattina presto, in cui i portinai decidono di condividere anche con gli altri il piacere di quei luoghi interni. È come se si fossero messi d’accordo, c’è un orario fra le otto e mezzogiorno in cui ogni custode decide di lasciare aperto il grande portone e se capita di passare lì davanti si può godere di una meravigliosa vista. Una mattina di agosto, quando la città è ormai vuota e non c’è quasi più nessuno che entra ed esce dalle abitazioni, ho passeggiato per vedere che cosa ci fosse al di là, quale fosse il gioiello a cui ogni custode fa la guardia. Insieme all’architettura, nella maggior parte dei casi ricca di elementi tipici dei primi del novecento, mi hanno incantata gli eleganti cancelli in ferro battuto e il verde rigoglioso che avvolge gli androni e arricchisce il panorama di coloro che abitano e guardano dalle finestre interne.

I cancelli sono ricchi d’intarsi, non ce n’è uno uguale all’altro, sono il frutto di un lavoro artigianale fatto con dovizia e passione. Non sono un segno di sbarramento ma hanno più l’intento di essere un ornamento, di volere proteggere con grazia la vita privata di chi vi abita.

Il verde è ricco e denota la cura di chi se ne occupa. È una sorta di regalo per chi torna da una giornata nel traffico e merita di rallentare, di ritrovare un contatto con la natura seppure per poco, in modo quasi distratto. Il verde è lì, pronto per essere apprezzato da chi lo desidera e ne ha bisogno.

Glicine

GlicineMilano sa cambiare abito in base alle situazioni e alle occasioni. Mi piacciono i suoi contrasti nello stile che sceglie. Può indossare il vestito della città d’affari, caotica, grigia e piena di smog ma anche quello della primavera, piena di colori e di profumi. Ieri, ferma al semaforo, ho guardato accanto a me, in alto e ho scoperto un altro lato del suo stile. Ho apprezzato il glicine che prende il sole in una giornata in cui il cielo riesce a essere più vicino all’azzurro che ci immaginiamo. Ho cercato il significato racchiuso in questo fiore e ho scoperto che nella tradizione orientale simboleggia lo sviluppo della coscienza umana. La sua pianta si sviluppa con un movimento costante a spirale e può crescere molto velocemente quando trova il giusto habitat. Il suo modo di svilupparsi viene paragonato alla coscienza dell’uomo che si espande dal nucleo della propria interiorità per estendersi a influenzare il mondo esterno. Coscienza? Cambiamento? Grandi temi con cui confrontarsi. Un lavoro da fare su se stessi per potere dare agli altri l’attenzione di cui è capace una persona diventata migliore.

Non avevo mai visto un glicine così bello e ben sviluppato in pieno centro e ho ringraziato Milano del suo dono, sicura che già tanti sono in grado di apprezzarlo.