Silenzio

Custodire un segreto

SegretoA volte l’emozione arriva improvvisa come un secchio d’acqua che cade da una finestra mentre si passeggia con tranquillità. Parlo di un momento in cui si è assorti nei propri pensieri e si viene distratti da qualcosa che in apparenza non c’entra ma che in realtà scopriamo essere il fulcro del nostro pensiero. È come per un investigatore che esamina ripetutamente gli indizi per scovare il colpevole e, proprio quando sembra che nulla combaci, eccolo lì: il mistero è risolto. In quel preciso momento, quando risolviamo il nostro personale mistero, desideriamo gridarlo a tutti, vorremmo correre da un amico e spiegargli che cosa è appena accaduto. Poi ci fermiamo e capiamo che non sarebbe più la stessa cosa. Dire quell’emozione ne farebbe perdere l’efficacia perché l’altro non sarebbe in grado di apprezzare il valore singolare che ha per noi. Per me è così, preferisco custodire quel piccolo segreto e tornare ogni tanto a leggerlo dentro di me, controllare che sia lì e segnarlo come un promemoria per non dimenticare che è possibile andare oltre.

L’Isola

Isola_MilanoPare che il nome sia stato attribuito alla zona a seguito della costruzione della ferrovia, l’attuale stazione di Porta Garibaldi, che ha interrotto il collegamento tra Corso Como e via Borsieri.  Nel tempo l’identità di quest’area si è consolidata arrivando a segnare una netta distanza dal resto della città. Questa è la sensazione che provo ogni volta che passeggio per le vie dell’Isola: mi sento altrove, in un piccolo paese fatto di locali spensierati, negozi originali, ristoranti romantici. Le vie sono tranquille ed è molto piacevole passeggiare a piedi; il traffico sembra non varcare il confine come se tutto fosse a misura di bicicletta. Durante alcune serate estive, verso fine luglio come adesso, quando molti milanesi lasciano la città per raggiungere le località di vacanza, il silenzio regna sovrano tra le strade di questo quartiere. Tutto sembra ovattato, anche i ragazzi seduti nei dehors dei locali bisbigliano anziché gridare e i camerieri gestiscono piatti e bicchieri con grazia come se li dovessero posare sulle piume anziché sul tavolo di legno. Si può restare seduti ad ascoltare la brezza che accarezza il viso, si chiudono gli occhi e si ha la sensazione di essere su un’isola in mezzo al mare.