Ratatuia (Metropolitana)

Il contesto. Mi sono spesso soffermata a pensare alla capacità di gestione del desco che avevano le nostre nonne e a volte ho tratto spunti interessanti per la gestione manageriale nell’ambito della mia professione. Ci sono giorni in cui si è un po’ più liberi da pratiche urgenti e si decide di utilizzare quel tempo per portarsi avanti sulle scadenze o per pianificare le attività delle settimane successive. Le nonne facevano questo, investivano qualche giornata su un ‘attività time consuming (la preparazione delle conserve) per poi godere di un lavoro già fatto in momenti di grande pressione in cui il tempo scarseggiava.

La Ratatuia Metropolitana rappresenta un passepartout che può essere utilizzato in diverse situazioni, richiede un po’ di tempo per essere preparata ma una volta fatta può essere conservata e sfoderata all’occorrenza. Si può mettere in barattoli di vetro, ricoprirla con un po’ d’olio e conservarla in frigorifero, oppure si può depositare in contenitori mono-porzione e congelare.

È uno di quei piatti che rinfranca sia in fase di preparazione, se avete un buon rapporto con la cucina, sia in fase di degustazione. Si può preparare durante quelle serate casalinghe in cui la televisione non propone nulla di allettante e la palestra non offre un programma di vostro gradimento. Magari il vostro compagno è impegnato con la partita o è fuori per lavoro, le vostre amiche avevano altri programmi e al cinema non c’è un film che v’ispiri. Insomma è una di quelle sere in cui prendersi un momento di pausa e sprigionare la propria creatività. Sarà un momento utile, vi porterà a riflettere e a pensare e (forse) troverete un piccolo segreto dentro di voi. Buona preparazione.

Alcuni spunti per servirla. La Ratatuia Metropolitana può essere servita in uno dei seguenti modi:

  • Come antipasto. A temperatura ambiente su crostini di pane caldo
  • Come contorno: abbinata a carne rossa (tagliata, roasbeef); abbinata a un pesce bianco ( branzino al sale)
  • Insieme alla polenta
  • Abbinata a un piatto di formaggi stagionati (pecorino)

Oltre a tutto ciò la Ratatuia Metropolitana vi aiuterà quando dovrete portare qualcosa a una cena a casa di amici. Basterà prendere uno dei vostri barattoli, o una vaschetta dal congelatore, posarla in un bel piatto da portata (dopo averla fatta scongelare ovviamente) e metterla in tavola a temperatura ambiente.

Ingredienti per 6 persone

  • 2 peperoni gialli
  • 2 peperoni rossi
  • 3 zucchine tonde (quelle verde chiaro, sono più dolci e si sposano meglio con il peperone)
  • 1 cipolla bianca
  • 6 pomodori perino
  • 2 carote
  • 1/2  sedano
  • Noce moscata
  • Olio extra vergine d’oliva
  • Vino bianco
  • 1 dado vegetale

Preparazione

Passo 1. Tagliare le verdure

Dopo avere lavato le verdure è necessario procedere al taglio. Le verdure hanno diversi tempi di cottura e il taglio aiuterà a gestire le diversità creando armonia anche nella presentazione della pietanza.

La cipolla. Dopo averla pulita dalla buccia, tagliate la cipolla a metà e per ogni metà tagliate delle sezioni molto sottili.

Il sedano. Eliminate il verde e la parte più dura, prendete ogni gambo e tagliatelo a strisce sottili. Se i gambi sono troppo ampi tagliate a metà ogni striscia.

Le carote. Vanno sminuzzate. Consiglio di partire da un taglio julienne per poi sminuzzare con il coltello fino a ridurle a piccolissimi dadini.

I peperoni. Vanno tagliati per il verso lungo, dopo avere eliminato i semi che si trovano all’interno, tagliate delle strisce di circa 1 dito di larghezza. Ogni striscia dovrà essere tagliata in 2 o 3 parti a seconda della dimensione in modo che ogni pezzo di peperone sia di circa 4 o 5 centimetri.

Le zucchine. Eliminate il picciolo, tagliate a metà la zucchina. Ogni metà andrà poi tagliata in circa 6 parti (in base alla dimensione) per ogni lato come a comporre una scacchiera. In questo modo avrete ridotto le zucchine a listelli sottili.

I pomodori. Vanno tagliati per il lungo in modo da avere delle sezioni. Prima tagliatele a metà e poi per ogni metà create circa 3 o 4 sezioni verticali che poi verranno spezzate in due parti.

Passo 2. Procedimento

La ritualità del soffritto. Prendete una casseruola e metteteci l’olio, due o tre giri d’ampolla, insieme alla cipolla, al sedano e alle carote. Nel frattempo è necessario fare sciogliere il dado in un pentolino di acqua, basta un piccolo pentolino in modo che gli aromi del dado restino concentrati. Coprite la casseruola, lasciate il fuoco basso e aspettate che ci sia quel delizioso rumore tipico del soffritto. Il profumo della cipolla lentamente invaderà la cucina e voi ricorderete quell’odore di quando eravate bambini, almeno per me ogni volta è così.

Il protagonismo dei peperoni. Appena il soffritto sarà arrivato al punto giusto, entreranno in scena i peperoni. Nel tempo ho capito che è solo l’esperienza che può dirci qual è il punto giusto del soffritto, basta un attimo di distrazione per andare oltre o un po’ troppa ansia per arrivare prima. Quindi non c’è un modo per spiegarlo se non dire che il momento esatto è quello in cui il trittico cipolla, sedano e carote saranno appassiti senza però bruciare. A quel punto si buttano i peperoni nella casseruola e si continua a fuoco vivo fino alla fine. E’ necessario mescolare per bene come se doveste fare un applauso all’attore protagonista sul palcoscenico, mescolare per fare in modo che i peperoni più aderenti alla casseruola non brucino. Accompagnate il tutto con un’irrorata di vino bianco (non freddo) e con un mestolo piccolo di acqua bollente in cui avevate sciolto il dado. Consiglio si utilizzare un buon Chardonnay come vino, aiuterà a fornire dolcezza e armonia al sapore a volte duro del peperone.

L’attesa del compimento del monologo. I peperoni meritano tempo, prima di inserire le altre verdure è necessario attendere che appassiscano al punto giusto. Le parole chiave saranno: mescolare e irrorare. La casseruola sarà coperta ma a intervalli regolari di pochi minuti è necessario verificare lo stato e mescolare. Irrorate periodicamente con l’acqua del dado e un po’ di vino, fatelo solo quando è necessario. Per capirlo basterà verificare il grado di liquido creato dai peperoni, né troppo né poco. Non dovranno essere sommersi ma neanche privi di liquido.

L’arrivo delle zucchine. Quando i peperoni saranno ben appassiti aggiungete le zucchine. Il liquido di cottura verrà assorbito immediatamente dalle nostre piccole listarelle quindi procedete anche qui ad irrorare con vino a bianco e acqua del dado. Mescolate con lo stesso criterio e pazienza con cui avete gestito i peperoni.  Coprite la casseruola e attendete il momento giusto per aggiungere l’ultima verdura. Basterà poco perché le zucchine, se tagliate a listarelle, non avranno bisogno di troppo tempo. Attendete fino al momento in cui saranno diventate un po’ più tenere rispetto a quando le avete gettate nella mischia.

La chiusura con il pomodoro. È arrivato il momento del pomodoro, buttate nella casseruola i pezzetti di perino e mescolate. Probabilmente non sarà più necessario irrorare perché il pomodoro porterà la sua acqua e a questo punto avreste dovuto già finire sia la dose di acqua con dado che quella di vino. Anche in questo caso serve esperienza e a seconda della situazione valutate voi che cosa fare. Se proprio fosse necessario dare una maggiore liquidità suggerisco di aggiungere qualche cucchiaio di acqua calda, giusto per non esagerare con il vino. L’ingresso del pomodoro porterà con sé anche il tocco finale della preparazione: la noce moscata. Basterà una spruzzata leggera e una mescolata abbondante. A questo punto proseguite a fuoco vivo fino per circa 15-20 minuti e poi la vostra RATATUIA METROPOLITANA sarà pronta.

Passo 3. La degustazione.

Aspettare non sarà facile. Il lavoro è stato lungo e si desidera cogliere subito il frutto della propria fatica. Decidete voi che cosa fare ma vi assicuro che questo piatto sarà ottimo solo dopo almeno 24 ore da quando avete spento il fornello. Per questo consiglio di organizzarvi per prepararlo almeno un giorno prima di quando desiderate servirlo è essenziale per incontrare il favore dei vostri commensali. L’insieme delle verdure avrà il tempo per fare amicizia e per scambiarsi i sapori e dopo un giorno insieme nella casseruola avranno raggiunto una tale armonia che sarà per il vostro palato una vera delizia.

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