Luoghi

Il movimento a Parigi

parigi_louvre_rivoliMi piace tanto questa città, mi chiama spesso. Non amo andare troppe volte nello stesso luogo ma per Parigi faccio un’eccezione, anzi mi sono data la regola di andarci almeno una volta l’anno. Perché? È bella, risplende con la sua architettura opulenta, si respira l’aria dei grandi scrittori e dei grandi pittori, si chiacchiera di filosofia nei caffè della Rive Gauche ma si parla anche di moda, delle ultime tendenze, dei locali e dei ristoranti stellati. Il clima? Non è dei migliori, continentale. Può piovere spesso, c’è molto vento, l’inverno è freddo e l’estate è calda. Nonostante ciò le persone amano stare all’aperto, si sta seduti ai tavolini sui marciapiedi, l’ambiente viene riscaldato e ci si beve un bicchiere di vino per rendere più sopportabile la temperatura. Stare fuori perché? D’inverno? Per osservare. La gente passa, si muove e a volte si ferma a chiacchierare con gli astanti davanti al tavolino dei caffè. Si può incontrare un personaggio curioso o qualcuno che ha solo voglia di stare in compagnia. Poi si va oltre, si passa alla tappa successiva. In libreria, a una mostra, ai giardini, a fare shopping, a cena fuori, al cinema, ad ascoltare musica, a teatro, a bere un cocktail, a passeggiare verso Place Vendôme. Movimento. Animazione, corrente, moto, spostamento. Ci trovo questo a Parigi. Sento la forza del movimento e ricevo una spinta che mi porta a superare i confini dei miei pensieri, a vedere delle nuove prospettive e a trovare l’equilibrio tra il moto interiore e il traffico che mi circonda.

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Palazzo Litta

3C’è un meraviglioso palazzo in Corso Magenta, si tratta di uno dei più importanti esempi di architettura barocca milanese. La dimora nasce grazie alla famiglia Arese intorno alla metà del 1600 e trova uno dei momenti di maggiore splendore dopo circa cento anni, a metà del XVIII secolo, a seguito dell’intervento voluto dai discendenti Litta che lasciarono all’edificio il loro nome. Ho avuto l’opportunità di visitare questo incantevole luogo in occasione di un’apertura straordinaria; ho apprezzato l’area del palazzo definita “di rappresentanza” e dedicata ai ricevimenti. La sensazione è stata quella di entrare in una piccola Versailles; il salone degli specchi è riuscito a trasportarmi nella Francia di Maria Antonietta, in una serata danzante alla corte del re e confesso che, davanti allo specchio, ho simulato un inchino immaginando di rendere omaggio a un galante cavaliere.

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