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Paper Moon Giardino

Milano continua a stupirmi. La nostra è una lunga relazione, dovremmo conoscerci bene, eppure riesce ancora a generare un senso di meraviglia quando svela i suoi angoli più nascosti.
In via Bagutta, ad esempio, è stato restaurato un meraviglioso palazzo del 1830, si tratta di casa Reina, che al suo interno nasconde un delizioso giardino. Prato all’inglese, veranda con colonnato, statue in stile neoclassico, arredamenti esterni in ferro battuto, tovaglie bianche di fiandra, luce serale affidata alle candele. In questo contesto discreto, mai ostentato, è stato aperto un ristorante: il Paper Moon Giardino, affiliato dell’omonimo posto già noto negli anni ’80. Il personale accoglie gli ospiti e li accompagna fuori, passando dalle sale interne, arredate con gusto, fino alla veranda. I tavoli non sono tanti e c’è uno spazio sufficiente per godere della propria intimità; il cibo è squisito, la cucina è mediterranea, semplice, con ingredienti di qualità. E dopo il conto? Due passi per il centro e in qualche minuto si è già sui binari. Contrasti? Sì, dal giardino dell’ottocento al vagone della metropolitana in sette minuti; un viaggio nel tempo e nello spazio che ci dona la nostra città.

Loro 1: aspettando il sequel

La capacità di trasferire tutto il senso attraverso un’unica scena è una caratteristica che già avevo trovato nei film di Paolo Sorrentino. Guardo le sue opere e attendo di scoprire quale sarà la sequenza che, senza dialoghi, dove le parole sarebbero superflue, mi comunicherà il concetto. L’ho trovata anche qui e, uscendo dal cinema, mi sono detta che ne è valsa la pena. Non ho assistito ad un film ma ad una performance, ho la sensazione di essere stata ad una mostra e di avere ammirato una video installazione. Definisco questo come talento, intendo la capacità di costruire una narrazione visiva attraverso la commistione di differenti modalità espressive dalle quali si prende il meglio per costruire una giusta miscellanea in grado di comunicare a tutti.
La storia che viene raccontata è nota, dichiaratamente romanzata e con spettacolarizzazioni frutto della fantasia degli autori, ci sono parti lente che però servono per dare l’opportunità di comprendere. Invito alla riflessione, ognuno potrà ripensarci l’indomani e fare le proprie valutazioni: obiettivi? Lavoro? Principi? Basterà richiamare quell’unica scena in cui c’è tutto, da quei fotogrammi, che resteranno indelebili, si comincerà a fare le proprie considerazioni. Grazie per questa opportunità.