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The place: Quali sono i vostri desideri?

Se ci fosse un luogo in cui entrare, sedersi di fronte a un uomo pronto ad ascoltare i vostri desideri e a darvi una ricetta per realizzare ciò che chiedete, ci andreste? Che cosa sareste disposti a fare per il vostro desiderio? Avete pensato al prezzo che paghereste? Non si tratta di denaro ma di un’azione, che cosa fareste per avere ciò che più volete? Siete sicuri di volere ciò che descrivete? È proprio quello il vostro desiderio? Qual è l’obiettivo? Ecco una prima lista di domande che pone il film in questione: The Place, scritto e diretto da Paolo Genovese su ispirazione di The booth at the end, serie televisiva americana.
Mi è piaciuto perché il tema fornisce innumerevoli spunti di riflessione; si parte dal chiedersi che cosa vogliamo davvero, fino a comprendere che le nostre azioni hanno delle conseguenze, come se ci fosse una grande regia a governare le nostre vite. Mi fermo, non voglio rovinare la sorpresa a chi deciderà di vedere questa pellicola che è girata con mezzi semplici ma è focalizzata sul dialogo e sulle persone, poiché il vero centro è l’uomo, il genere umano con le sue debolezze e la sua aspirazione a crescere ed evolvere.

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Atti osceni, i 3 processi di Oscar Wilde

Nulla accade per caso, ne sono convinta. Il mese scorso stavo lavorando al post dedicato a Oscar Wilde e ho avuto modo di entrare ancora nella sua poetica. Una sorta di ripasso che spesso fa bene; sono tornata sui libri del liceo con la consapevolezza di oggi e mi è piaciuto comprendere con maggiore intensità ciò che questo autore aveva voluto esprimere. Dopo meno di un mese, passeggiando per Milano, ho visto i cartelloni di questo spettacolo e ho pensato che sarebbe stato interessante. Il tempo è sempre un gran tiranno e a volte non trovo lo spazio per fare ciò che vorrei, in questo caso però una persona cara mi ha supportata: a sorpresa mi sono stati recapitati i biglietti per la pièce.
Meraviglioso. Voglio insistere sulla bellezza e l’intensità di quest’opera teatrale perché l’ho trovata un esempio di innovazione. Lo spettacolo dura più di due ore ma l’attenzione resta sempre alta grazie al ritmo e alla dinamicità in cui si viene coinvolti. Viene proposto un pezzo di storia e si ha l’opportunità di apprezzare la bellezza dell’arte che Oscar Wilde è riuscito a donarci; tutto questo con una modalità vicina ai nostri tempi in cui siamo abituati a ricevere tanti stimoli e siamo spesso preda della facile noia. Inoltre, mentre ascoltavo le accuse a cui fu sottoposto questo grande artista, mentre sentivo la sua volontà di rimanere sempre fedele a ciò in cui credeva, ho provato emozione e commozione. Sensazioni che mi hanno fatto riflettere sull’attualità delle tematiche proposte. Grazie all’autore Moisés Kaufman, alla regia, allo staff e agli attori. Spero di rivedere ancora questo genere di teatro.
Cosa intendevo dicendo che nulla accade per caso? Senza questo pezzo teatrale la mia riflessione su Oscar Wilde non sarebbe stata compiuta, tornerò sul tema [To be continued…come direbbero gli inglesi].

In scena al teatro Elfo Puccini fino al 12 novembre.