Pensare

Cattura qualche spunto per una riflessione

Il senso di un’isola

“L’isola no. Io non ce la farei, mi sentirei troppo isolata.” L’ha detto L. ieri sera durante una cena fra amici.
“Io invece sì. Per sei mesi all’anno, magari tre prima e tre dopo, con una pausa in mezzo.” Ha risposto P.
Sono tornata ai miei venti anni; alla vacanza all’Elba con la mia amica S.
Era pomeriggio, il momento più caldo della giornata e stavamo sdraiate sul divano letto del monolocale che avevamo affittato. G. era con noi e dormiva, io ed S. parlavamo sottovoce. Le persiane verdi erano chiuse e filtravano righe di sole, il necessario per farci intravedere l’espressione dei visi. Era un momento di confidenze, come quelle che Marguerite faceva all’amica nei momenti intimi al collegio di Saigon, prima di uscire con l’amante cinese. Parlavamo del nostro futuro, delle aspirazioni, di ciò che avremmo voluto e S. mi disse:
“Io voglio vivere su un’isola.”
Mi alzai di scatto, le dissi che non aveva senso ciò che diceva, insistei sul fatto che doveva avere ambizioni più serie, non poteva essere quello il futuro che lei immaginava per se stessa.
S. rimase in silenzio. Io andai in bagno e mi preparai per la spiaggia.
Non ne parlammo più. Restammo amiche perché sapevamo di essere diverse e trovavamo in questo un’attrazione che dura ancora oggi, dopo quasi trent’anni.
Sono tornata più volte, nella mia mente, a quell’episodio e nel tempo ho capito.
S. aveva avuto il coraggio di esprimersi, aveva concentrato in quella frase ciò che lei voleva essere. L’isola per lei era il senso della libertà di potersi manifestare, senza maschere, senza pregiudizi. S. oggi non vive su un’isola ma è diventata ciò che voleva quindi ha trovato la sua isola.
Le piace il mare e trascorre le sue vacanze esplorando isole, l’ultima volta è stata a Procida. Le ho chiesto se le fosse piaciuto, mi ha detto di sì e ha ribadito che prima o poi si trasferirà su un’isola.
Le ho parlato dell’episodio dell’Elba, lo ricorda bene, le ho chiesto scusa ma lei sapeva che non era necessario. Sapeva che l’avevo già capita da tempo, anche se non ce l’eravamo ancora detto.

I soggetti di agosto

Sono rimasta a Milano per una manciata di giorni in più del solito. Ad agosto si parte ma quest’anno ho indugiato e, alla vigilia di Ferragosto, mi trovo ancora in città. Cammino per le strade alla ricerca delle ultime cose per la partenza; ci sono quegli ultimi acquisti, che sembrano una questione di vita o di morte, e che mi portano a correre da una parte all’altra alla ricerca del negoziante eroe ancora aperto. Incrocio le informazioni su Internet e faccio un doppio controllo telefonando, riappendo e mi chiedo se sia davvero fondamentale l’acquisto di quella specifica crema idratante, non potrei prenderne una diversa, si tratta solo di resistere per due settimane, che cosa sarà? Però ho telefonato, ho detto che sarei passata. Decido di andare. Il caldo è meno forte della scorsa settimana, passeggio ma c’è poca gente in giro, vedo persone fuori dall’ordinario. Un signore distinto, con la camicia azzurra abbottonata fino al colletto, passeggia con in mano un bastone di ferro che alla base ha un disco piatto, sembra quell’attrezzo che si utilizza per intercettare il metallo nella sabbia. Cammina sul marciapiede e cerca. Una signora è seduta sulla sedia di legno fuori dal suo negozio, mentre passo mi chiede se voglio della pasta fresca. Mi fermo incuriosita e lei mi spiega che sta chiudendo e ha dei buonissimi ravioli di magro che vanno mangiati in fretta, mi propone uno sconto e io accetto perché mi risolve la cena.
Continuo sulla mia strada e vedo una signora elegante, ha gli occhiali scuri e porta un passeggino, la supero e vedo che sopra ci sono i sacchetti del supermercato, li ha legati per bene per evitare che scivolino.
Finisco i miei giri e mentre torno a casa mi chiama la mia amica M., le faccio un quadro della mia esperienza e lei conferma che ad agosto i soggetti particolari si vedono con facilità.
“C’è meno folla in cui mischiarsi.” Mi dice M.
Credo che abbia ragione ma dalla signora della pasta fresca tornerò anche a settembre, i ravioli erano buoni.