Storie

Selezione di storie più o meno verosimili.

Una serata a casa Boschi – Di Stefano

“Hai già visitato la casa museo Boschi Di Stefano?” Me lo chiese un amico qualche tempo fa e rimasi spiazzata perché non sapevo dell’esistenza di ciò che avrei scoperto essere una meraviglia milanese.
La casa, costruita dall’architetto Portaluppi, si trova al civico 15 di via Jan, in un’area vicina a Porta Venezia. Fu voluta da Francesco Di Stefano per accogliere i suoi figli; al secondo piano, in quella che oggi è la casa-museo, si trasferì Marieda dopo il matrimonio con Antonio Boschi.
Ho avuto modo di entrare in contatto con uno dei nipoti della coppia, l’architetto Francesco Mendini con il quale sono tornata nella casa per scoprire qualcosa in più su quella coppia e sulla loro passione per l’arte. Ho ripensato spesso a quel pomeriggio di chiacchiere e da allora, ogni volta che mi capita di passare in bicicletta davanti alla palazzina di via Jan la mia immaginazione dà vita a episodi della storia di Marieda e Antonio; così è nato il seguito di questo racconto.

Marieda Di Stefano e Antonio Boschi a Bruxelles, 1930 – foto Civico Archivio Fotografico – Milano

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Buon viaggio (nel nuovo anno)!

buonannoL’altro giorno ho preso un caffè con un paio di amiche. Ci siamo sedute in un bar di Porta Venezia e abbiamo iniziato a chiacchierare, loro erano appena tornate da un viaggio e io ero desiderosa di sapere com’era andata.

“È stato un viaggio bellissimo. Luoghi fantastici, siamo stati bene e abbiamo riso un sacco.”
Giulia mi stava raccontando di San Paolo e di Rio de Janeiro. C’era andata con Elizéte, la nostra amica che viveva da anni a Lugano, frequentava Milano per lavoro ma era di Santos, una città sul mare a circa un’ora di auto da San Paolo. Avevamo conosciuto Ely, così la chiamavamo, una sera in un locale; ero con Giulia e quella ragazza sorridente con gli occhi blu si era avvicinata per chiederci cosa fosse la piadina. Mi sentii chiamata in causa, l’occasione mi permise di dichiarare la mia origine emiliana e le feci una brillante dissertazione sull’originale: la piadina romagnola con lo squacquerone, la rucola e il prosciutto crudo rigorosamente messo a freddo, cioè dopo avere tolto la piadina dalla piastra perché altrimenti diventerebbe troppo salato e lascerebbe uno sgradevole odore di cane bagnato. Quella sera Ely decise di prendere una semplice pizza margherita, era sola, aveva un impegno di lavoro e sarebbe rimasta a Milano per un paio di giorni, la invitammo a sedersi con noi. Continua a leggere.