Cinema

Un giorno di pioggia a New York

Scelgo Woody Allen a scatola chiusa, non leggo recensioni, non voglio sentire commenti, non ascolto gli amici, vado al cinema e lo guardo facendomi un’opinione in prima persona, senza condizionamenti di chi è pro e di chi è contro.
Ho trovato questo film semplicemente delizioso. Ci sono ironia e sagacia, capacità di prendersi in giro sulle ore, ormai non più quantificabili, di psicoanalisi. C’è romanticismo. Ci viene aperta una finestra sui classici (il nome Gatsby del protagonista non è un caso) della letteratura, della musica e dell’arte. Con grande leggerezza veniamo condotti a passeggio per una meravigliosa città che sa essere avvolgente anche durante una giornata di pioggia. Ci sono i rapporti fra le persone, le convenzioni sociali e la verità del proprio sentire. All’uscita del cinema mi sono trovata più allegra e piena di speranza al punto da vedere con occhi diversi anche le giornate di pioggia che rendono spesso caotica la mia Milano.
Una nota speciale per il protagonista Timothée Chalamet che avevo già visto in “Chiamami col tuo nome”, e che ho trovato bravissimo e ideale per questo ruolo.

Loro 1: aspettando il sequel

La capacità di trasferire tutto il senso attraverso un’unica scena è una caratteristica che già avevo trovato nei film di Paolo Sorrentino. Guardo le sue opere e attendo di scoprire quale sarà la sequenza che, senza dialoghi, dove le parole sarebbero superflue, mi comunicherà il concetto. L’ho trovata anche qui e, uscendo dal cinema, mi sono detta che ne è valsa la pena. Non ho assistito ad un film ma ad una performance, ho la sensazione di essere stata ad una mostra e di avere ammirato una video installazione. Definisco questo come talento, intendo la capacità di costruire una narrazione visiva attraverso la commistione di differenti modalità espressive dalle quali si prende il meglio per costruire una giusta miscellanea in grado di comunicare a tutti.
La storia che viene raccontata è nota, dichiaratamente romanzata e con spettacolarizzazioni frutto della fantasia degli autori, ci sono parti lente che però servono per dare l’opportunità di comprendere. Invito alla riflessione, ognuno potrà ripensarci l’indomani e fare le proprie valutazioni: obiettivi? Lavoro? Principi? Basterà richiamare quell’unica scena in cui c’è tutto, da quei fotogrammi, che resteranno indelebili, si comincerà a fare le proprie considerazioni. Grazie per questa opportunità.