Cinema

The place: Quali sono i vostri desideri?

Se ci fosse un luogo in cui entrare, sedersi di fronte a un uomo pronto ad ascoltare i vostri desideri e a darvi una ricetta per realizzare ciò che chiedete, ci andreste? Che cosa sareste disposti a fare per il vostro desiderio? Avete pensato al prezzo che paghereste? Non si tratta di denaro ma di un’azione, che cosa fareste per avere ciò che più volete? Siete sicuri di volere ciò che descrivete? È proprio quello il vostro desiderio? Qual è l’obiettivo? Ecco una prima lista di domande che pone il film in questione: The Place, scritto e diretto da Paolo Genovese su ispirazione di The booth at the end, serie televisiva americana.
Mi è piaciuto perché il tema fornisce innumerevoli spunti di riflessione; si parte dal chiedersi che cosa vogliamo davvero, fino a comprendere che le nostre azioni hanno delle conseguenze, come se ci fosse una grande regia a governare le nostre vite. Mi fermo, non voglio rovinare la sorpresa a chi deciderà di vedere questa pellicola che è girata con mezzi semplici ma è focalizzata sul dialogo e sulle persone, poiché il vero centro è l’uomo, il genere umano con le sue debolezze e la sua aspirazione a crescere ed evolvere.

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Frantz: perdonare o essere perdonati?

frantzHo visto con piacere questo film che ha un sapore vintage e retrò; dal punto di vista stilistico l’ho trovato delizioso: un film in bianco e nero che riesce a coinvolgere e che trasmette una fedele fotografia di un’epoca lontana. La storia è coinvolgente, lascia diversi spazi all’interpretazione e non è per niente scontata. Si gustano le  scene, una dopo l’altra, e si fanno ipotesi su che cosa sia realmente accaduto fra due militari che si sono incontrati al fronte. Poi il mistero si dipana e ciò che emerge è il perdono. Esiste una forte necessità di ottenere il perdono da parte di uno dei protagonisti, questo diventa l’unica ragione di vita fino al punto di immaginare di rinunciare a vivere se non si ottiene il compenso desiderato. Dall’altra parte c’è chi deve perdonare che è alle prese con un grande conflitto e, per trovare un giusto equilibrio, decide anche di mentire. Alla fine ci si chiede che cosa fosse davvero importante per i protagonisti. Il tema del perdono e del raggiungimento della pace interiore non è di facile gestione ma trovo che il regista, François Ozon, abbia trovato un ottimo modo per darci l’occasione di parlarne.