Cinema

Loro 1: aspettando il sequel

La capacità di trasferire tutto il senso attraverso un’unica scena è una caratteristica che già avevo trovato nei film di Paolo Sorrentino. Guardo le sue opere e attendo di scoprire quale sarà la sequenza che, senza dialoghi, dove le parole sarebbero superflue, mi comunicherà il concetto. L’ho trovata anche qui e, uscendo dal cinema, mi sono detta che ne è valsa la pena. Non ho assistito ad un film ma ad una performance, ho la sensazione di essere stata ad una mostra e di avere ammirato una video installazione. Definisco questo come talento, intendo la capacità di costruire una narrazione visiva attraverso la commistione di differenti modalità espressive dalle quali si prende il meglio per costruire una giusta miscellanea in grado di comunicare a tutti.
La storia che viene raccontata è nota, dichiaratamente romanzata e con spettacolarizzazioni frutto della fantasia degli autori, ci sono parti lente che però servono per dare l’opportunità di comprendere. Invito alla riflessione, ognuno potrà ripensarci l’indomani e fare le proprie valutazioni: obiettivi? Lavoro? Principi? Basterà richiamare quell’unica scena in cui c’è tutto, da quei fotogrammi, che resteranno indelebili, si comincerà a fare le proprie considerazioni. Grazie per questa opportunità.

The place: Quali sono i vostri desideri?

Se ci fosse un luogo in cui entrare, sedersi di fronte a un uomo pronto ad ascoltare i vostri desideri e a darvi una ricetta per realizzare ciò che chiedete, ci andreste? Che cosa sareste disposti a fare per il vostro desiderio? Avete pensato al prezzo che paghereste? Non si tratta di denaro ma di un’azione, che cosa fareste per avere ciò che più volete? Siete sicuri di volere ciò che descrivete? È proprio quello il vostro desiderio? Qual è l’obiettivo? Ecco una prima lista di domande che pone il film in questione: The Place, scritto e diretto da Paolo Genovese su ispirazione di The booth at the end, serie televisiva americana.
Mi è piaciuto perché il tema fornisce innumerevoli spunti di riflessione; si parte dal chiedersi che cosa vogliamo davvero, fino a comprendere che le nostre azioni hanno delle conseguenze, come se ci fosse una grande regia a governare le nostre vite. Mi fermo, non voglio rovinare la sorpresa a chi deciderà di vedere questa pellicola che è girata con mezzi semplici ma è focalizzata sul dialogo e sulle persone, poiché il vero centro è l’uomo, il genere umano con le sue debolezze e la sua aspirazione a crescere ed evolvere.