Una storia d’amore

Ce ne sono tante. Mi vengono riportate da chi le vive in prima persona o da chi ne è stato testimone. Le colleziono, scrivo un appunto sul quaderno e ogni tanto lo sfoglio e ricordo.
Le storie d’amore sono innumerevoli, penso che nel mondo ce ne siano miliardi. Mi fermo su un determinato istante e sento che in quel momento ne sta nascendo una, dieci, mille. L’amore è movimento. Ci porta all’azione, ci fa compiere imprese che non avremmo pensato possibili, ci trasforma.
In questo giorno, dedicato all’amore, ne ho scelta una e la condivido, così come mi è stata riferita.

Corina era una bambina speciale. Giocava con le farfalle e non amava parlare, aveva due fratelli più grandi che diventarono persone importanti e la loro madre ebbe ragione di esserne fiera. La donna, che chiamavano signora Adelaide, volle tenere Corina con sé. La ragazza cresceva e sua madre decise che non era pronta per un marito, Corina ci provò, poco prima dei trent’anni scappò con un giovane che le aveva promesso di renderla felice. Non funzionò e la signora Adelaide andò a riprendere la sua bambina. Le disse che lei non era fatta per un marito, continuò a ripeterlo anche quando Corina diventò donna e lo sostenne fino al suo ultimo giorno. La signora Adelaide se ne andò quando la figlia accarezzava la sessantina, fu allora che incontrò un uomo che le pareva gentile e che amava il silenzio quanto lei. Era più giovane, aveva tentato di costruire una famiglia ma le cose non erano andate come lui sperava. Quell’uomo, che aveva le mani grosse e segnate dal lavoro, propose a Corina di andare al mare. Lei, che aveva sempre vissuto nella pianura, circondata dalla terra, dai campi che raggiungono la linea dell’orizzonte, accettò. Presero una casetta vicino alla spiaggia, dalla finestra della camera da letto Corina vedeva il blu del mare che incontrava l’azzurro del cielo.

Sono passati vent’anni, la casa è sempre la stessa e Corina vive felice con il suo Donato. A Natale scrivono una cartolina ai cugini che sono rimasti in pianura e dicono che andranno presto a trovarli, non è ancora successo. Non so se accadrà ma so che quella signora ormai ottantenne, così mi hanno raccontato i testimoni, ha negli occhi la sua felicità.

Possiamo cominciare dall’amore per noi stessi e raggiungere quello per tutti e per il tutto che ci circonda. L’amore è sempre possibile, dipende da noi.

Nella foto: Marc Chagall: Gli amanti in blu, 1914

Lèggere per diventar leggère

“Si finiscono gli argomenti di conversazione.” Me lo ha detto la mia amica S. durante una video chiamata.
Non ci sentivano da mesi e ci eravamo date un appuntamento avendo cura di ritagliarci almeno un’ora ma, dopo i primi venti minuti, è arrivato il silenzio.  Niente viaggi, nessuna mostra né concerti, impossibilità di andare a teatro per non parlare delle conferenze, delle feste, dei ristoranti.
“Sto dedicando più tempo alla lettura.” Mi ha detto S. mentre mi mostrava il libro che aveva accanto a lei sul divano. Me ne ha parlato e mi ha accompagnata in quella storia, le ho risposto con quella che stavo leggendo io. Ci siamo trovate a parlare degli anni Cinquanta, delle mode e dei fatti. Siamo tornate ai giorni nostri passando per qualche città straniera, alcune note altre diventate dei luoghi in cui pianificare il prossimo viaggio, quando si potrà, in sicurezza. Abbiamo sfiorato il tema dell’amicizia e quello del matrimonio (e del tradimento), ci siamo scambiate dei consigli sulle prossime letture dandoci appuntamento per i commenti.
Ho chiuso la telefonata e ho ripensato alle ultime conversazioni che ho avuto. Persone dai gusti eterogenei, età diverse, dislocate in luoghi differenti ma tutte accomunate dalla lettura. Che il libro sia diventato uno dei protagonisti degli ultimi tempi? In effetti, quando passeggio per la città, vedo code di persone in attesa di fronte ai negozi di alimentari e alle librerie. Sembra che le persone cerchino gratificazione nel buon cibo e nella lettura, io stessa mi comporto così. Amo leggere ma ho iniziato tardi e non sono una divoratrice, sono quel genere di persona che ha sempre un libro in cui rifugiarsi nei ritagli di tempo. Inizio a cercare il successore quando mi mancano una ventina di pagine alla fine, comincio a farmi un’idea di chi riempirà quel posto, a volte scelgo perché ho voglia di una determinata atmosfera, in altre occasioni mi lascio guidare dall’ignoto, ascolto il consiglio di un libraio, di un trafiletto o di un amico.
Negli ultimi mesi ho letto di più, è stato un po’ come viaggiare. Ho trovato nella lettura un sentiero per la leggerezza, una via per guardare con distacco ciò che sta accadendo e allo stesso tempo è stato un modo per apprendere, per conoscere qualcosa di nuovo sia di me che degli altri. Avete pensato a quanto si possa conoscere una persona dalle letture che fa?

Nell’immagine un’opera di Michael Shane Neal