Conversazioni

Il Convivio secondo Marta Pulini

marta_pulini_2Ho incontrato Marta Pulini nel suo ristorante di Milano, ci siamo sedute a un tavolo, qualche ora prima che arrivassero gli ospiti previsti per la serata, e abbiamo cominciato a chiacchierare.
Deve essere stata l’Emilia, la regione che ci accomuna, o forse la passione per certi piatti della tradizione, come ad esempio i tortellini, o più probabilmente una commistione di ingredienti; insomma nel ristorante di Marta mi sono sentita a casa e abbiamo parlato amabilmente in un clima informale.
Ho ascoltato i racconti di una vita dedicata al piacere di mettere la gente a tavola; la voglia che le persone stiano bene intorno al desco è il desiderio più forte che mi ha trasmesso Marta. Mentre sentivo dei suoi viaggi: Modena – New York andata e ritorno, Chicago, Washington, Parigi e altri mille posti, vedevo una donna molto dinamica e determinata. Ho colto lo spirito organizzativo e manageriale di una grande professionista ma ho visto anche una madre e una nonna che alla fine di tutti questi spostamenti ha avuto voglia di tornare per abbracciare un po’ più spesso i suoi cari. Sono convinta che sia stata anche colpa di quella Emilia che abbiamo dentro, che quando sentiamo l’odore del brodo ci trasforma in donne di casa, in Rezdora così si dice nel modenese, e ci porta a essere persone che cercano il convivio con coloro che amano. Questi sono gli spunti per la mia conversazione con Marta.

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Proust e il vitello secondo Andrea Ribaldone

andrea-ribaldoneHo incontrato lo chef Andrea Ribaldone, del ristorante “I Due Buoi” di Alessandria,  allo spazio Eataly Smeraldo in cui è stato ospite nelle scorse settimane.

Lo chef si è presentato con una giacca blu con le impunture bianche che richiamavano il colore dei pantaloni che indossava; un abbinamento perfetto, ho pensato quando gli ho stretto la mano. Avevo ragione perché durante la nostra conversazione abbiamo parlato di gusto e di abbinamenti stilisticamente corretti; ci siamo confrontati sull’esperienza e sul vissuto che il cibo rappresenta nella vita di ognuno di noi e abbiamo scomodato anche Proust, perché il tortellino croccante che si mangia crudo, rubandolo dal tagliere mentre la mamma non ci guarda, ci ha tanto ricordato la madeleine.
Dal nostro incontro è nata questa conversazione.