Libri

Il tempo sgombro

Si tratta di minuti. Ci si trova in un intermezzo al di fuori delle proprie abitudini; non si è collocati, si va in libertà. È quel tempo che rimane, si può creare per un disguido oppure per una decisione presa con consapevolezza. Non si rientra nel programma, il piano è stato rivisto. A me capita nei pressi della cena che, anche se non ha un orario stabilito, ha delle sue regole condivise e può iniziare in un intervallo che dura dalle sette alle nove di sera, o nei suoi dintorni. Ci si trova in giro, si passeggia senza fretta e si osserva. Dipendo da un’abitudine? Me lo sono chiesta perché mi è piaciuto guardarmi intorno; ho osservato i visi delle persone e sembravano allegri. Ho rallentato. Ho aspettato che i semafori fossero verdi prima di attraversare, ho guardato una vetrina mentre ascoltavo le risate di due ragazze che camminavano. Un signore aveva un libro in mano, si è appoggiato alla ringhiera della metropolitana e si è messo a leggere. La luce era buona, il cielo era illuminato dai lampioni e forse un po’ anche dalla luna.
Io mi sono fermata vicino a un albero, stavo in piedi e guardare. Volevo fermarmi e sentire, annusare l’aria e ascoltare il brusio. Cercavo dentro, era come se ci fosse una porticina che aspettava il padrone con la chiave. Questione di minuti. Un tempo aperto, vuoto, che vuole farsi riempire. Dove sta di solito? Non esiste o forse sono io che devo imparare a trovarlo? La deviazione dal percorso noto, l’uscita dal canone praticato con regolarità. Lo posso riempire; potrei trasformare quei pochi minuti in ore da dipanare, ci potrei mettere nuove idee, quelle che arrivano all’improvviso e che si accantonano perché non si ha tempo. Mi figuro la porticina, la immagino di legno scuro con un chiavistello dorato. Sono io il padrone che ha la chiave.

La libreria del mondo offeso

Libreria_Mondo_OffesoPasseggiavo in Corso Garibaldi e mi sono addentrata nello slargo della chiesa di San Simpliciano, guardavo incuriosita le vetrine e ho scoperto una libreria. Sono entrata perché ormai quel genere di luoghi è così raro che è meglio non perdere l’occasione quando s’inciampa davanti alla loro porta. Ho trovato una libraia gentile, accogliente e desiderosa di dare consigli. Ho guardato un po’ in giro e poi ho realizzato che avrei voluto comprare l’ultimo libro di una scrittrice di cui non ricordavo il nome. Avevo però in mente qualche indizio e così ho chiesto un supporto alla gentile libraia. Abbiamo iniziato a chiacchierare, abbiamo spaziato nei generi letterari di diversi continenti, ci siamo confrontate sui nostri gusti e abbiamo fatto qualche risata. È questa l’atmosfera che ho in mente quando decido di comprare un libro, grazie per la bella esperienza.

La libreria del mondo offeso si trova in piazza San Simpliciano 7, a Milano.

L’immagine è stata presa dalla pagina Facebook del locale.