Luoghi

Odore di Venezia

Sono stata molte volte in questa città. L’ho vissuta a tante età e per diversi motivi: per una semplice gita, per lavoro, per celebrare il matrimonio di amici cari, o per temi specifici legati ad un arricchimento culturale. Questa volta è stato diverso. Ho trascorso poco più di ventiquattrore in laguna, in un periodo caldo e affollato dai turisti, eppure ho trovato una meraviglia. La città è accogliente, ben disposta al prossimo, c’è cordialità nello sguardo dei residenti e gli ospiti sono rispettosi. Il luogo è fuori dal normale, si tratta di un’ambientazione unica al mondo: sali e scendi sui ponti, l’acqua intorno insieme alla maestosità dei campi e dei palazzi. C’è decadenza, quel senso di fatiscente sui muri, o negli anfratti, che la rende ancora più affascinante così come lo è una donna ricca di esperienza. Ho amato fare la veneziana, perdermi fra i calli e i sotopordeghi, passeggiare velocemente per raggiungere il teatro schivando per pochi istanti un temporale improvviso. Mi sono piaciuti il cielo cupo e l’aria umida che mi ammoscia i capelli. Ho amato i gondolieri che parlano fra loro in una lingua straniera e poi chiedono ai passanti “Gondola?” e i turisti si mettono in fila per fare un giro di mezz’ora fra i canali. Passeggiando mi è tornata in mente una storia che mi raccontò una ragazza americana conosciuta qualche anno fa; mi disse che era arrivata a Venezia per turismo, in occasione di un viaggio organizzato, e si innamorò di un gondoliere. Fu amore a prima vista e lei decise di non tornare più negli Stati Uniti ma di vivere per sempre all’ombra del Leone. Aveva scritto un racconto nel quale sembrava mancasse la verosimiglianza, la credevano una storia inventata perché era troppo perfetta. Venezia ci può serbare anche questo: una realtà che sembra una finzione che rivendica la sua autenticità.
Ci voglio tornare. Per ora mi sono portata a casa il suo odore; c’era un negozio vicino all’albergo che emanava un profumo di buono, sono entrata e ho chiesto cosa fosse.
“Il nostro profumo per ambienti.” Mi ha detto il commesso.
“Lo voglio.” Ho risposto io.
Ogni volta che lo spruzzerò chiuderò gli occhi e penserò a questa città.

Sentirsi a casa

Ho passato qualche giorno nelle Langhe, un luogo in cui trovo il giusto spazio per pensare e per prendere un po’ di tempo. È una terra peculiare, i colli sono accerchiati dalle Alpi e vicini al mare della Liguria. Il terreno è fertile e troviamo: buon vino, buon cibo e incantevoli profumi. Questo sentire, insieme all’eccezionalità dei posti, è testimoniato dal Comitato UNESCO che nel 2014 ha riconosciuto questi luoghi come parte integrante del patrimonio mondiale.
In una località defilata, lassù in cima, nei pressi di Santo Stefano Belbo, si trova una struttura che un tempo, era un monastero. Nel 1619 un gruppo di monaci cistercensi decise di edificare sui resti di una cappella costruita un secolo prima del loro arrivo.
Intorno al 1860 il monastero venne acquistato dai Conti Incisa che ne fecero una dimora privata e solo nel 2002 la struttura divenne il Releais San Maurizio.

“Qui siete a casa.” L’ha detto la ragazza alla reception mentre ci faceva visitare le aree comuni, il ristorante e la cantina. Quelle parole sono rimaste per tutto il soggiorno e mi hanno fatto sentire a casa mia, in un luogo in cui potere leggere, muovermi, prendere qualcosa, ricevere degli amici, e tutto ciò che mi viene in mente quando sono nella mia abitazione: persino cucinare.
C’è stata l’occasione, e forse è come se l’avessi fatto.
“Venga signora che la metto in HD.” Così ha risposto lo chef Giampiero Vento mentre preparava il bonet.
La cucina ha una grande vetrata che si apre sulla sala dedicata alla colazione e io sbirciavo per verificare che la pasta sfoglia fosse tirata con il mattarello.
Due chiacchiere semplici, qualche consiglio utile sulla scelta degli ingredienti, uno scambio di opinioni su alcuni ristoranti milanesi e sulla ristorazione parigina e per finire la garanzia sulla pasta e il pane.
“Li facciamo noi ogni mattina.” Mi ha assicurata lo chef Vento.
Posso testimoniare, mattarello compreso.

La fotografia è presa dal sito web della struttura.