Tempo

Gioca con le carte che hai

“A volte la vorresti fare semplice.” Mi dice la mia amica S.
“Troppi interlocutori? Gente che si siede al tavolo senza sapere perché è lì? Nessuno che ha le leve per decidere?” Continuo io.
“Esatto. Un film che vedo ogni giorno. È un progetto critico e vorrei un gruppo di lavoro diverso.” Risponde lei.
“Dove sarebbe il divertimento?” Le dico io.
S. ride, guarda in alto e mi racconta che quando si trova in difficoltà pensa a quello che le diceva sua nonna.
“Gioca con le carte che hai.”
“Ti diceva questo?” Le chiedo io.
“Me lo ripeteva spesso.” Risponde S.
Sembra banale ma è necessario esserne consapevoli. In alcune situazioni non possiamo cambiare gli elementi ma possiamo creare valore con quello che abbiamo. È come se dovessimo preparare la cena utilizzando solo quello che c’è nel frigorifero, vi è capitato? A volte i risultati sono strepitosi.
Ci sono occasioni in cui è possibile rinnovare qualche elemento; giocando a poker c’è l’opportunità di cambiare le carte; i supermercati sono aperti fino a tardi e si può comprare qualcosa per arricchire la nostra cena. Serve? È necessario? Dipende da noi, più ci sono chiari gli elementi che influenzano la scelta, più riusciamo a indirizzare il risultato del gioco. Un altro fattore rilevante è il tempo, quanto ne abbiamo a disposizione? Essendo il tempo un concetto finito spesso è il motore della scelta.
“Quanto dura una partita?” Chiedo a S.
“Dipende dal gioco.” Risponde lei.
Gioca con le carte che hai nell’ambito di quella specifica partita, credo che fosse questo il punto. Se iniziamo da capo tutte le carte si mescolano, un po’ come nella vita.

La pioggia prima che cada

Pioggia_primachecadaLa pioggia prima che cada di Jonathan Coe, 2007 Edizione Feltrinelli.

Il senso di necessità: è questo il tema che mi è rimasto dal romanzo. Come ci comunica il titolo, che ci prepara alla temporaneità, quasi precaria e in bilico, il testo espone la ricerca di un senso della vita che a volte non si trova, come se fossimo di fronte a un giocoliere che butta in alto i birilli e non sa se atterreranno ancora fra le sue mani. La protagonista vuole mettere ordine nella sua vita, vuole trovare una sequenza razionale alla successione degli eventi e degli episodi che sono avvenuti negli anni, ormai quasi finiti. L’autore trova il modo per farci vedere che la razionalità a volte è debole perché alcune situazioni avvengono per necessità, esiste un senso di necessità che va oltre la nostra logica e governa l’agire. I protagonisti del libro sono necessari e questo viene ribadito dall’io narrante. Anche noi, come loro, siamo necessari: ho ritrovato da poco questa chiave di lettura, dopo avere fatto trascorrere molti anni dalla scoperta di questo testo. Probabilmente anche questo era necessario.