Casa Manzoni

Jone Riva

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Incontro la dottoressa Riva di venerdì, poco dopo mezzogiorno. Mi accompagna in un delizioso studiolo della Casa del Manzoni e, mentre mi siedo, osservo.
Fatico a non sentirmi trasportata all’indietro, negli anni in cui Don Lisander passeggiava per lo stesso corridoio che i miei passi hanno appena percorso, e mi lascio andare. Grazie alla dottoressa Jone Riva l’orologio cammina velocemente all’indietro e sono sicura che, da qualche parte del meraviglioso stabile, Alessandro Manzoni si stia sedendo per consumare il suo pranzo.
“Al venerdì compro i fiori, li metto in soggiorno e li guardo fino alla domenica”. È questa la prima cosa che mi dice la dottoressa, mentre commentiamo il finire della settimana di lavoro e, nonostante l’affermazione si riferisca alla sua abitazione, immagino che lo farebbe anche a Casa Manzoni.
La vedo mentre sistema un vaso di tulipani sul tavolino di fronte a noi, nel gesto che denota cura per la casa e senso di accoglienza per i visitatori.
La dottoressa Riva cominciò a frequentare la Casa ai tempi dell’università. Volendosi laureare con il Professor Enzo Noè Girardi accettò la tesi manzoniana che lui le propose anche se, come lei stessa confessa, ai tempi il Manzoni non era fra i suoi autori preferiti. >> Leggi il ritratto.