Corpo

Bestie di scena

Credo che sia riduttivo definire spettacolo teatrale quello che Emma Dante ha messo in scena al Piccolo Teatro; si tratta di una vera e propria performance artistica difficilmente collocabile come genere.
Ho avuto il piacere di assistervi e, mentre le immagini si rincorrevano una dopo l’altra, constatavo che stavo osservando qualcosa di innovativo. Innovazione nella forma di comunicazione fra l’attore e il pubblico, gradevole scoperta nei temi proposti, che sono tanti, a partire da quello più semplice da cogliere: la rappresentazione della vita dell’attore; a quello più nascosto che fa riflettere sulla vita materiale, sul veicolo che chiamiamo corpo e che spesso è scollegato dalla nostra essenza, dal nostro io più interiore.
Innovazione per le modalità con cui viene fatta la citazione. Questo è ciò che più ho apprezzato, forse una mia libera interpretazione ma amo questa lettura; la citazione e il tributo verso un grande maestro come Pirandello che si era posto gli stessi interrogativi molti anni fa. Ho colto nella regista una grande consapevolezza nel maneggiare la materia e ho ammirato la sua capacità di proporre i temi di un tempo, ancora attuali, con un linguaggio estremo e quotidiano, figlio della nostra modernità.