Conversazioni su: la scarola secondo Antonino Cannavacciuolo

CannavacciuoloHo avuto l’occasione di trascorrere una meravigliosa serata a Villa Crespi sul lago d’Orta. Nella cornice fiabesca della villa di fine ‘800 ho gustato la cucina del grande chef Antonino Cannavacciuolo che mi ha deliziato con un’esperienza sensoriale che di certo ricorderò. Ho apprezzato l’equilibrio dei sapori, la scelta sapiente degli accostamenti studiati per soddisfare il gusto ma anche la vista e l’olfatto, il tutto per accompagnare l’ospite alla scoperta di frontiere inesplorate. Alla fine della cena, mi sono alzata per andare fuori a respirare l’aria del lago in una serata estiva che, complice la bassa temperatura dell’ultima settimana e quella pioggerella che si confonde con la foschia lacustre, sembrava ottobrina. Nel patio, vicino ad una delle colonne ho incontrato lo chef. Forse anche lui voleva respirare l’aria di quel lago che da tempo è diventato anche un po’ suo; sul suo volto ho colto la serenità di un grande artista che si riposa dopo avere terminato la sua opera. Mi sono avvicinata ed è nata questa conversazione.

L’immagine proviene dal sito di Villa Crespi.

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