Il pranzo della domenica (Il brunch)

Speciale_brunchIl contesto. Immagino una domenica senza il suono della sveglia, si aprono gli occhi quando il corpo è riposato a sufficienza e decide che è tempo di osservare il mondo intorno. A quel punto si resta ancora un po’ nel tepore del letto e poi si decide che è tempo di aprire le persiane e di vedere se c’è il sole. Si fa un passaggio in bagno e ci si compiace di fronte al volto riposato e rilassato. Si guarda l’orologio della cucina e si scopre che è quell’orario che sta a metà fra la colazione e il pranzo e si comincia a cucinare. Serve qualcosa che non sia pesante e che consenta di indugiare ancora un po’ nell’illusione che non sia già passata metà della giornata. Il brunch domenicale per me nasce così, dall’idea che si possa prolungare il tempo del risveglio. Lo faccio attraverso il gusto, assaporando qualcosa di dolce, che richiama il caffè e latte con i biscotti, e qualcosa di salato, più vicino all’arrosto con le patate. Lo vedo come un’occasione da condividere in coppia, prendendosi un momento per raccontarsi la settimana trascorsa e progettare quella futura ma ogni tanto si può decidere di estendere l’invito anche agli amici.  In questo caso il brunch diventa frutto di premeditazione e va  organizzato a priori curando per bene l’atmosfera e le pietanze da servire. Questo è il mio suggerimento.

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