Chopin

Vibrazioni

“Dipende da te o dall’altro?” Me lo ha chiesto la mia amica P. riferendosi ad una terza persona che ci girava intorno e che entrambe cercavamo di evitare.
“Deve essere una questione di vibrazioni.” Ho risposto io mentre mi spostavo dall’altro capo della stanza in cui stavamo cenando.
P. mi aveva trascinata a un aperitivo (o apericena come molti lo chiamavano) che aveva lo scopo di promuovere non so più cosa. Per caso, o forse no, avevamo incontrato T. con cui io avevo un rapporto di cortesia, solo perché lei era amica di P., e facevo in modo limitare il tempo del dialogo.
“Allora ho vibrazioni disarmoniche.” Ha detto P.
“Pensavo foste amiche.” Ho detto io.
“Lo credevo, però negli ultimi tempi me ne ha combinate due o tre. Non mi posso fidare di lei. Ride e poi parla male di te agli altri.” Ha risposto P.
“La trovo opportunista e calcolatrice.” Ho detto. Me lo ero permessa, avrei voluto parlarle da tempo ma ero convinta che fossero amiche.
“Questione vibratoria.” Ha detto P. mentre mi seguiva verso il fondo della stanza. Ci eravamo ritagliate un angolo cieco in cui T. non ci avrebbe visto.
La serata è stata piacevole, ce ne siamo andate presto e abbiamo passeggiato per il centro, ci siamo fermate ad ammirare “Il Quarto Stato” e come ogni volta ci siamo chieste se la gente lo sa che si può entrare al Museo solo per vedere quella meraviglia.
Sono le vibrazioni. Con alcune persone si cavalca un moto vibratorio cosparso di similitudini; è come ad un concerto, dove strumenti diversi suonano lo stesso pezzo con armonia. Fra le persone accade qualcosa di simile, lo immagino come quando si prepara la besciamella; si cerca la cremosità evitando di formare grumi.
Un percorso liscio, senza dissonanze fra individui.
“Tu le senti le vibrazioni?” Mi ha chiesto P. prima di salutarmi.
“Sì.”
“E come sono?:”
“Immagina un pezzo di Chopin, oppure la besciamella.” Ho detto io.
P. mi ha abbracciata, le sue vibrazioni sono buone, quasi come un piatto di lasagne nella giornata di Natale.

Il relativo del gusto

Che cosa ci piace? Credo che sia facile definire una lista precisa riferendosi al cibo, alle letture, ai dipinti di grandi artisti, alla musica fino ad arrivare agli oggetti di design e all’abbigliamento. Potrei continuare, le categorie sono infinite e per ognuna scatta un meccanismo che ci porta a scegliere.
Il gelato per me è nocciola e pistacchio. Amo gli scrittori americani e sono sentimentalmente legata a quelli francesi, in particolare ai classici, ma sono pronta a scoprire le novità che mi vengono consigliate. Mi piacciono le tinte unite, preferisco i colori decisi ma come scelgo? Inseguendo l’armonia. Ho trovato questa risposta tempo fa quando ho capito che il mio gusto veniva orientato da una sensazione: sentire che c‘è armonia, avere la percezione che tutte le tessere di un ipotetico puzzle siano messe al posto giusto. Vale ancora di più per la musica, mi piace ciò che mi porta una piacevole emozione, in dipendenza del mio stato d’animo del momento. Alcune canzoni non mi piacciono, possono essere il motivo più gettonato del momento ma mi provocano disagio e trovo note stonate con il mio essere.
A volte succede qualcosa e torno sui miei passi. Mi è capitato di vedere un film in cui ho ascoltato una canzone che conoscevo e che non mi piaceva. Quelle note hanno continuato a risuonarmi in testa, ho cominciato a canticchiarle, le ho cercate, ho comprato la canzone. Come mai? Era colpa del film. Quella musica ha assunto un significato diverso dopo averla sentita dentro alla storia. Quindi il mio gusto è relativo? Cambia in base al contesto? Si modifica in relazione a ciò a cui viene associato? Mi sono risposta che è così ma non per tutto. Certe musiche sono superiori, posso affermare che Chopin mi piace, indipendentemente dal contesto. Da chi dipende? Da me? Dal mio sentire volubile o dalla grandezza dell’autore? Oppure il mio sentire volubile mutando percepisce quella grandezza? Le domande restano aperte.
È bene farsi domande, ripeteva il mio insegnante di filosofia al liceo.
Prof. ha dimenticato di dirmi dove trovare le risposte; se ci fosse ancora glielo direi.