Il Cenacolo Vinciano

CenacoloQest’opera ha riscosso l’interesse di tanti. Non solo di appassionati turisti disposti a fare chilometri per godere di pochi minuti davanti al Cenacolo, ma anche di artisti che hanno studiato il dipinto e ne hanno proposto una loro interpretazione citando il Maestro. Merita un speciale menzione Peter Greenaway che, con un sapiente gioco di luci, ha sottolineato il dinamismo che era già nell’intenzione leonardesca.

Del Cenacolo è proprio questo che ho apprezzato di più: l’interazione che traspare, il movimento vivo come se fosse un’opera fatta da attori sul palcoscenico pronti a recitare la parte. L’idea originale di Leonardo Da Vinci era quella di ritrarre Gesù e gli apostoli nell’istante in cui lui diede la notizia del tradimento che sarebbe avvenuto da lì a poche ore. Il risultato è eccezionale. Il visitatore si sente dentro all’opera, seduto al tavolo, parte integrante della scena. La tridimensionalità è così forte da fare apprezzare ogni particolare del convivio, fino all’espressione dei visi che cambia in base al temperamento e al carattere del singolo e mostra per ognuno il sentimento che quella notizia fece nascere nell’istante stesso in cui gli apostoli l’appresero.

Per visitare il Cenacolo, che si trova presso il refettorio della Chiesta di S. Maria delle Grazie a Milano, è necessaria la prenotazione.

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