Specchiarsi nell’altro

Decalcomania_MagritteSono incappata in una citazione che mi ha fatto riflettere.

Tutto ciò che ci irrita negli altri può portarci a capire noi stessi.

L’ha detto Carl Gustav Jung e, personalmente, l’ho sperimentato. Una frase detta da una persona su un tema qualsiasi ci infiamma, ci porta a sentire l’ira e il desiderio di dire no, non si fa così, ti sbagli. E non si tratta di avere differenti opinioni, è cosa diversa. Si tratta di un atteggiamento: l’essere in ritardo (o anticipo) cronico a un appuntamento; l’ordine o il disordine che caratterizza una persona; la serietà con cui affronta un argomento o un compito; e altro ancora. Atteggiamenti, modi di prendere la vita e di reagire alle situazioni che sono, apparentemente, distanti da noi e ci possono irritare. Questo senso di fastidio nasce da una sorta di risonanza che ci fa entrare in contatto con l’altro e ci spinge a guardarci come se fossimo allo specchio. Se cogliamo lo spunto, ascoltiamo quel fastidio, lo analizziamo fino in fondo, possiamo capire qualcosa in più di noi. L’opportunità che ci si presenta è di fare un passo in più nella scoperta di quei meandri nascosti dentro di noi che fatichiamo a svelare ma che servono per crescere.

Nell’immagine: Decalcomania di René Magritte, 1966

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