Crescere

Specchiarsi nell’altro

Decalcomania_MagritteSono incappata in una citazione che mi ha fatto riflettere.

Tutto ciò che ci irrita negli altri può portarci a capire noi stessi.

L’ha detto Carl Gustav Jung e, personalmente, l’ho sperimentato. Una frase detta da una persona su un tema qualsiasi ci infiamma, ci porta a sentire l’ira e il desiderio di dire no, non si fa così, ti sbagli. E non si tratta di avere differenti opinioni, è cosa diversa. Si tratta di un atteggiamento: l’essere in ritardo (o anticipo) cronico a un appuntamento; l’ordine o il disordine che caratterizza una persona; la serietà con cui affronta un argomento o un compito; e altro ancora. Atteggiamenti, modi di prendere la vita e di reagire alle situazioni che sono, apparentemente, distanti da noi e ci possono irritare. Questo senso di fastidio nasce da una sorta di risonanza che ci fa entrare in contatto con l’altro e ci spinge a guardarci come se fossimo allo specchio. Se cogliamo lo spunto, ascoltiamo quel fastidio, lo analizziamo fino in fondo, possiamo capire qualcosa in più di noi. L’opportunità che ci si presenta è di fare un passo in più nella scoperta di quei meandri nascosti dentro di noi che fatichiamo a svelare ma che servono per crescere.

Nell’immagine: Decalcomania di René Magritte, 1966

Sapere ringraziare

RingraziareIl ringraziamento è spesso un gesto meccanico, viene dalla buona educazione. Si ringrazia quando qualcuno fa qualcosa di bello per noi: un regalo, un gesto gentile, un pensiero amichevole. Non siamo abituati a ringraziare chi ci ha provocato dolore. A volte la vita ci riserva episodi spiacevoli. Spesso la sofferenza accompagna ciò che ci accade in quei momenti difficili. Finiamo per incolpare gli altri, coloro che sono attori di quell’episodio, attribuendogli il ruolo di chi ci sta facendo stare male. In quei casi sarebbe invece necessario ringraziare chi è stato la causa della nostra sofferenza perché quella sofferenza arriva per farci crescere, per dare una svolta in un momento in cui è necessario muoversi, per andare avanti riuscendo a cambiare o per lo meno a fare tesoro di ciò che il dolore provato ci ha insegnato. Siamo diventati più ricchi perché è aumentata la nostra consapevolezza e le persone che ce l’hanno consentito vanno ringraziate.