Amore

I ragazzi che si amano

Tempo addietro, anni fa, non saprei definire con esattezza quando ma ricordo dove, era un luogo che pareva incantato. Una persona mi accompagnò, ci accomodammo al tavolo e insieme al menù trovai un foglio di carta giallognola, era arrotolato e chiuso da un nastro rosso. Lo aprii come se fosse un regalo di compleanno e cominciai a leggere.

*“I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è soltanto la loro ombra
Che trema nel buio
Suscitando la rabbia dei passanti […]”

Non ho mai dimenticato queste parole, le ho tenute accanto e le ho nutrite per farle crescere e coglierne il significato, il mio, quello che rappresentano nella mia immaginazione. Mi piace l’idea di non esserci per nessuno, di immergersi al punto di andare oltre per superare gli inconvenienti della quotidianità. Un gesto di amore e di unione è così forte da fare scatenare la rabbia di quei passanti che si lasciano travolgere dall’amarezza e dal dolore. Anche questo fa parte della nostra vita ma I ragazzi che si baciano in piedi mi ricordano che c’è anche l’altra metà, quella cosparsa di bellezza e di meraviglia.

Mentre cammino e incontro qualcuno che lo fa sono felice. Sono un passante e la scena mi strappa un sorriso ringrazio chi ha il coraggio di baciarsi in piedi e spero che sempre più persone, a tutte le età, decidano di farlo.

*Nota: Jacques Prevert “I ragazzi che si amano”.
Nell’immagine un fotogramma tratto dal film “Colazione da Tiffany”.

L.O.V.E.

LOVE_2Mi sono chiesta perché Maurizio Cattelan abbia intitolato L.O.V.E. l’opera costruita al centro di Piazza degli Affari. Con questo acronimo identifica: Liberta, Odio, Vendetta, Eternità. Ci ho pensato un po’ e mi sono resa conto che il significato di queste quattro parole ha molto a che fare con l’amore.
Libertà ed Eternità mi fanno pensare al bene, esiste una grande bellezza in questi due termini e in fondo la libertà contiene l’eternità perché ci regala l’immortalità e, viceversa, possiamo dire che c’è tanta libertà nell’essere eterno. L’odio e la vendetta sono il male, tra loro si parlano e si alimentano. Nella parola amore troviamo quindi due opposti, due calamite che si attraggono, due poli la cui esistenza è possibile solo in ragione dell’esistenza dell’altro. È questo l’amore? Non sono riuscita a rispondere ma ho trovato autorevoli pensatori che si sono interrogati prima di me.
Nelle vicinanze di un giorno che ci porta a soffermarci sull’amore, condivido il pensiero di grandi scrittori che si sono già interrogati su questo tema spendendo parole meravigliose.

Alda Merini diceva semplicemente questo: “Due cose portano alla follia l’amore e la sua mancanza”.

Gabriel García Márquez, ne L’amore ai tempi del colera, cerca qualcosa di eterno: “…Doveva insegnarle a pensare all’amore come a uno stato di grazia che non era un mezzo per nulla, bensì un’origine e un fine in sé.”

Marcel Proust, ne All’ombra delle fanciulle in fiore, parla di libertà: “…E forse anche non c’è atto più libero, perché è ancora sprovvisto di abitudine, di quella specie di mania mentale che, in amore, favorisce il rinascere esclusivo dell’immagine di una data persona.”