Il sabato del villaggio va veloce

SabatoRicordo bene il momento in cui divenni consapevole del concetto. Ero al liceo e l’insegnante spiegava il senso di attesa che voleva trasmettere Leopardi descrivendo la vigilia del giorno di festa. È come quando si programma un viaggio, si prepara l’itinerario, si pregusta il momento dell’arrivo, le visite che si faranno, le cose nuove che si potranno sperimentare e alla fine si deve ritornare e si ha la sensazione che sia stato più bello preparare il viaggio che viverlo. C’è quel senso di nostalgia legato alla fine dell’avventura e si pensa che ci sarebbero voluti un paio di giorni in più. A me capita di sabato. La giornata mi sfugge e non faccio in tempo a vivermi il venerdì sera che sono già alla domenica. È come se qualcuno avesse deciso di ridurre le ore del sabato. Eppure non dormo fino a tardi, in genere mi accontento di un riposo che supera di un paio d’ore la sveglia dei giorni lavorativi; svolgo le normali attività di routine come fare la spesa o altre piccole commissioni e in un attimo si arriva all’ora di cena. La mia amica M., con cui mi sono confrontata sul tema, mi rassicura dicendo che è così, non ci si può fare niente: “il sabato è la cena del sabato sera”. Lo sostiene con forza, dice che lei ci ha rinunciato a pensare che ci sia del tempo da utilizzare in quella giornata. Io invece arrivo al sabato sera con il desiderio che l’indomani, al posto della domenica, ci sia di nuovo un sabato. La domenica è un giorno di passaggio e mi lascia poca soddisfazione, serve solo per staccare il sabato dal lunedì. È come l’ultimo giorno di vacanza, lo trovo inutile perché non fa altro che ricordarci che la festa è finita. È il sabato il vero giorno di festa, quello più importante. È al sabato della nostra vita che possiamo decidere e pianificare; ci poniamo obiettivi sfidanti e troviamo l’energia per raggiungerli. La velocità di questo giorno è disarmante, sfugge come la nostra giovinezza e quando arriva la domenica è tardi per fare ciò che non si è fatto. Quindi non si deve perdere l’opportunità, è questo il segreto per vivere con consapevolezza questa meravigliosa giornata. Io ci provo, e ogni fine settimana lavoro per dilatare il mio sabato del villaggio.

Nell’immagine: La lettrice di Pierre Auguste Renoir (particolare).

2 comments

  1. adoro il sabato quanto detesto la domenica……la domenica mi vedo come il tenente Drogo nel “Deserto dei tartari” sempre in attesa………..

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