A casa di Bruna (AKA Solari Food&Friends)

Acasa_BrunaMilano è piena di ristoranti ma da un po’ di tempo si può provare qualcosa di nuovo ed esclusivo andando a cena a casa di persone che non si conoscono. Al ristorante ci si va in compagnia, con lo scopo di godere di buon cibo e di fare quattro chiacchiere con gli amici; ed è più o meno la stessa cosa che capita quando si decide di accettare un invito in un luogo privato, in cui si accede solo a seguito di accettazione da parte del padrone di casa. Quali sono le variabili in gioco? Andiamo con ordine. Se esaminiamo il fenomeno dal punto di vista economico possiamo chiamarlo sharing economy, una sorta di disintermediazione: c’è gente che ama cucinare e che ha una casa abbastanza grande per ospitare e c’è gente che ama mangiare ed è stanca dei soliti ristoranti in cui si spende un sacco. Il gioco è fatto, domanda e offerta s’incontrano e nascono così, grazie a un’applicazione, le cene diffuse a casa di gente ignota. Se invece guardiamo l’aspetto sociale, la questione cambia. Si va in questi luoghi con lo scopo di comunicare, di avere uno scambio di opinioni con altre persone; si è predisposti a conoscere gente nuova e ci si butta in un’avventura diversa dal solito. Un tempo esistevano le piazze, i bar di quartiere, gli oratori; tutti luoghi di aggregazione in cui conoscere persone e iniziare nuove amicizie. Oggi la velocità della nostra quotidianità ci porta ad avere meno occasioni per incontrare persone quindi ben venga la cena a casa di sconosciuti.
Ho provato ad andare da Bruna, un’ottima padrona di casa, di quelle tradizionali abituate a gestire cene con tante persone e pronta a creare un’atmosfera famigliare accompagnata da cani e gatti che fanno le feste anche se non ti conoscono. Ci ha fatto assaggiare del buon cibo, originale ed esotico, frutto delle sue esperienze all’estero. A tavola ho portato qualche amico, disposto a provare insieme a me qualcosa di diverso, e ho trovato altre persone simpatiche e socievoli, desiderose di conoscere gente nuova. Un mix niente male, dove la diversità di tutti risulta l’ingrediente più buono e appetitoso. Un’occasione per riflettere e per guardarsi intorno, un modo per iniziare a intessere nuove relazioni sociali e chissà, magari per provare ad ascoltare, senza giudicare, chi è diverso da noi.

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