Pensierino

I soggetti di agosto

Sono rimasta a Milano per una manciata di giorni in più del solito. Ad agosto si parte ma quest’anno ho indugiato e, alla vigilia di Ferragosto, mi trovo ancora in città. Cammino per le strade alla ricerca delle ultime cose per la partenza; ci sono quegli ultimi acquisti, che sembrano una questione di vita o di morte, e che mi portano a correre da una parte all’altra alla ricerca del negoziante eroe ancora aperto. Incrocio le informazioni su Internet e faccio un doppio controllo telefonando, riappendo e mi chiedo se sia davvero fondamentale l’acquisto di quella specifica crema idratante, non potrei prenderne una diversa, si tratta solo di resistere per due settimane, che cosa sarà? Però ho telefonato, ho detto che sarei passata. Decido di andare. Il caldo è meno forte della scorsa settimana, passeggio ma c’è poca gente in giro, vedo persone fuori dall’ordinario. Un signore distinto, con la camicia azzurra abbottonata fino al colletto, passeggia con in mano un bastone di ferro che alla base ha un disco piatto, sembra quell’attrezzo che si utilizza per intercettare il metallo nella sabbia. Cammina sul marciapiede e cerca. Una signora è seduta sulla sedia di legno fuori dal suo negozio, mentre passo mi chiede se voglio della pasta fresca. Mi fermo incuriosita e lei mi spiega che sta chiudendo e ha dei buonissimi ravioli di magro che vanno mangiati in fretta, mi propone uno sconto e io accetto perché mi risolve la cena.
Continuo sulla mia strada e vedo una signora elegante, ha gli occhiali scuri e porta un passeggino, la supero e vedo che sopra ci sono i sacchetti del supermercato, li ha legati per bene per evitare che scivolino.
Finisco i miei giri e mentre torno a casa mi chiama la mia amica M., le faccio un quadro della mia esperienza e lei conferma che ad agosto i soggetti particolari si vedono con facilità.
“C’è meno folla in cui mischiarsi.” Mi dice M.
Credo che abbia ragione ma dalla signora della pasta fresca tornerò anche a settembre, i ravioli erano buoni.

I suonatori nell’autoradio

Quando ero piccola credevo che dentro all’autoradio ci fossero dei piccoli suonatori pronti per esibirsi ogni volta che si schiacciava il tasto dell’accensione. Mi sedevo davanti, nel posto del passeggero, e alzavo la linguetta del mangiacassette per scrutare dentro e scovare una banda di archi e di percussioni; mia madre mi guardava con sospetto ma non faceva domande. Crescendo ho dovuto accettare l’impossibilità della mia convinzione; sono arrivata all’università e, in occasione della tesi, ho fatto una ricerca specifica sulle tecnologie di trasferimento dati fra la banca e l’azienda. Mi occupai dell’antenato dei sistemi di Internet banking e continuai a lavorare in questo campo per scoprire che dietro a sistemi complessi, a schermate disegnate con una grafica gradevole e chiara, alla raccolta di informazioni utili per il cliente finale, non ci sono macchine ma ci stanno le persone. Grazie al lavoro di molti individui si è in grado di abilitare l’accesso in tempo reale al proprio conto e alle proprie operazioni bancarie. I progressi sono stati enormi e oggi, anziché correre per la città alla ricerca di qualche cosa, possiamo stare seduti alla scrivania e acquistare online. Meccanismi perfetti, tecnologia di alto livello, processi automatici, assistenti virtuali, chat e supporto via Whatsapp; questa è la promessa veicolata dai grandi colossi del commercio elettronico, ma siamo sicuri che l’uomo abbia un ruolo minore?
L’altro giorno cercavo un prodotto difficile da reperire nei negozi fisici, avevo provato diverse strade ma senza risultati, così ho sfoderato l’arma di Internet e cercando ho individuato un negozio online che aveva il mio prodotto ad un prezzo giusto, ne ho presi tre per crearmi una scorta. Ho fatto il processo, ho confermato l’indirizzo di spedizione e il pagamento e nel giro di dieci minuti il mio acquisto si è concluso. Dopo circa due minuti ho ricevuto una telefonata, era l’azienda da cui avevo ordinato online che mi comunicava che aveva in assortimento solo uno dei prodotti perché gli altri due erano danneggiati e ritenevano che fosse meglio non consegnarli. Di fronte alla mia delusione mi hanno proposto di sostituire i prodotti con qualcos’altro ma io non avevo bisogno di niente, la soluzione finale è stata lo storno sulla mia carta di credito per il valore dei due prodotti mancanti, tutto ciò è avvenuto in tempo reale, mentre parlavamo al telefono ho ricevuto il messaggio dell’operazione nella mia email. Ho ripensato ai suonatori nell’autoradio, lo ammetto, ho avuto la sensazione che dietro a sistemi complessi che sembrano virtuali ci fosse un omino pronto ad accendere e spegnere i pulsanti.
Ho chiesto al signore gentile quando prevedeva che arrivasse il pacco perché sul sito non c’era una data di consegna.
“L’abbiamo spedito ora, dovrebbe arrivare domani.” Mentre lo diceva ho ricevuto il messaggio SMS del corriere che mi comunicava la presa in carico.

E voi volete convincermi che non c’erano dei piccoli suonatori dentro all’autoradio? Io continuo a credere al regno di tutte le possibilità!