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Il Salumaio di via Montenapoleone

SalumaioUna cucina molto semplice e tradizionale in un contesto meraviglioso: il cortile di Palazzo Bagatti Valsecchi; questo è il ristorante del Salumaio, il nome che l’ha fatto conoscere ai milanesi nel lontano 1957. L’atmosfera è calda, il servizio molto buono e si trova facilmente l’intimità in uno dei tavoli della parte esterna, dove si possono apprezzare le volte e i frontoni in stile neo rinascimentale. I piatti sono semplici, non c’è nulla della cucina fusion che va molto di moda oggi. Si possono apprezzare i piatti di pasta fatta in casa accompagnati da un condimento tradizionale, studiato in base alla stagione, si può proseguire con un piatto di carne o di pesce, anche questi sono molto semplici, simili alla cucina di casa propria. Si chiude (o si apre, a seconda dei gusti) con formaggi e salumi, i tipici prodotti della nostra terra come ci insegna un buon salumaio.

La vigna di Leonardo

Vigna_LeonardoC’è un posto a Milano in cui è possibile visitare la vigna che nel 1498 Ludovico il Moro, duca di Milano, regalò a Leonardo Da Vinci. È la casa degli Atellani in Corso Magenta al 65. La storia ci racconta di una famiglia di cortigiani alla quale il Moro donò due case che si trovano al confine con quella che era un tempo la vigna grande di San Vittore.
Il tempo è passato, la casa ha subito diverse ristrutturazioni e di quella vigna nessuno si è più occupato. Oggi è tornata a vivere grazie ad un progetto scientifico che, a seguito di un’analisi delle componenti organiche rinvenute nel terreno durante gli scavi, ha consentito di risalire al DNA della vite. È chiaro che i filari che si possono visitare nel bellissimo giardino degli Atellani non sono esattamente quella vigna che ha curato Leonardo in persona, ma la rappresentano. La vigna che ci troviamo di fronte è la stessa specie di quella di un tempo, sta nello stesso luogo ed è come se fosse risorta dopo anni di letargo. Consiglio di effettuare la visita con questo spirito, sentendo che una parte del genio leonardesco è presente in quel luogo. A me è piaciuto pensare che qualcosa di vivo, come la vite, non si sia perso ma sia semplicemente stato recuperato grazie all’ingegno, lo stesso che ci può fare sentire vicino a un genio da cui si può imparare tanto.

L’immagine è stata presa dal sito “La vigna di Leonardo”.