Colori

Dove si compra la serenità?

SerenitaMi piacerebbe che facesse parte dell’assortimento del supermercato. Mi immagino a percorrere le corsie, riempiendo il mio carrello con generi alimentari: il cavolo rosso, che abbraccia le sfumature del viola, il giallo dello dei peperoni, il verde di quei limoni che sembrano non ancora maturi, ma che riservano un sapore meno aspro e profumano di sole. Mi chiedo se sia possibile ordinarla online, consegna in meno di ventiquattro ore. Potrebbe stare in una scatola, piccoli dadi colorati della dimensione di un cioccolatino. Forse sarebbe meglio la forma liquida, una boccetta di vetro con il contagocce, come per un olio essenziale. Potrebbe avere l’aroma di fragola, di lampone o di rosa. E quanto costerebbe? Le sarebbe attribuito un prezzo al chilogrammo, o al litro. Sarebbe soggetta a una quotazione, come accade per l’oro.
Ipotesi, pensieri che corrono e si mescolano quando qualcuno mi chiede se sono serena. Nel mio caso potrebbe sembrare facile, poiché la contiene il mio nome, fattore che crea in genere un’aspettativa nell’interlocutore, come se presentandomi ci fosse una dichiarazione d’intenti.
Vorrei regalarla per Natale. Preparerei una serie di contenitori da asporto, come faccio quando preparo il ragù, e li donerei, insieme ai miei auguri.
Faccio un passo indietro e, nell’insieme dei pensieri, recupero una definizione perché credo che per trovare la serenità sia bene descriverla. Un grande personaggio, Mahatma Gandhi, sostiene che: “Serenità è quando ciò che dici, ciò che pensi, ciò che fai, sono in perfetta armonia.”
Potrei restare giorni interi a esaminare questa breve spiegazione, il primo risultato è un’immagine, quella di una linea fatta da innumerevoli punti che si compongono attraverso le nostre parole, i nostri pensieri e le nostre azioni e, messi insieme, costruiscono la nostra giornata. Se provo a dare forma alla mia immaginazione, posso dire di essere serena quando riesco a camminare su quella linea. Capita ogni tanto, vorrei che fosse più frequente e, soprattutto, vorrei che fosse più facile. Mi piacerebbe che l’apprendimento fosse simile all’andare in bicicletta e diventasse un gesto meccanico, ma non è così. Faccio tesoro degli attimi, dei brevi istanti in cui percepisco la serenità, li custodisco come un promemoria per ricordarmi che è possibile.

Nell’immagine un dipinto di Edward Cucuel

Stefania Passera: la vivacità e l’allegria dei colori

Ho incontrato Stefania Passera di NapAtelier, abbiamo chiacchierato (tramite video chiamata, visto il periodo che stiamo vivendo) e ho deciso di raccontare la sua storia nella rubrica Ritratti.

Se qualcuno la dipingesse avrebbe bisogno di tanto colore, si potrebbe divertire a costruire uno sfondo fatto da abbinamenti poco convenzionali, dove il fucsia e il viola si sposerebbero al beige passando per l’azzurro. Al centro ci sarebbe tanta luce, quella del suo sorriso.

Volete conoscere la storia di Stefania?