Ho sempre pensato che le storie mitologiche avessero un significato sottile, tutto da scoprire per noi, posteri che arriviamo dopo tanto tempo. Ultimamente mi è capitato di pensare al labirinto, è nato per caso, come tema di confronto chiacchierando con qualche amico. L’argomento sembrava concluso ma poi ci sono stati altri episodi casuali, era come se quella parola mi rincorresse. Vedevo un’immagine del labirinto su un giornale, aprivo a caso Internet e trovavo una pagina correlata, fino a trovare un articolo dedicato al tema, lì davanti ai miei occhi, nel giornale settimanale che sfoglio ogni sabato. Si parlava del mito di Teseo e del filo di Arianna che l’ha guidato al centro del labirinto in cui ha potuto finalmente vincere il minotauro. Allora ho capito che dietro a una storia mitologica ci può essere la metafora della nostra vita. Il mostro da sconfiggere è rappresentato dalle nostre cattive abitudini, dai fantasmi che ci perseguitano e che ci limitano nel nostro percorso di evoluzione. Il filo è la nostra guida, o forse la forza che possiamo trovare dentro di noi per cambiare e per vivere con serenità andando dritti al centro del labirinto, srotolando la nostra matassa interiore fatta di insicurezze e paure. Voglio provare ad avere un po’ del coraggio di Teseo.
Coraggio
Un amico mi ha detto
Nel tempo ho maturato la consapevolezza che i processi cognitivi dell’uomo e della donna sono diversi. Mi baso principalmente sull’esperienza empirica fatta di dialoghi continui con gli uni e le altre ma credo che qualche sociologo o psicologo abbia fatto ricerche in questa direzione. Di fronte a situazioni in cui si deve fare una scelta o semplicemente si cerca conforto in momenti di crisi, le donne hanno una visione diversa dall’uomo. Parli con l’amica che ti comprende, si scatena l’empatia, si piange e si ride insieme e poi spesso viene emessa la sentenza su quale sia la strada migliore da seguire. L’amico invece ti ascolta, fa pochi commenti, riflette, lascia a te lo spazio per esprimerti e alla fine difficilmente emette una sentenza ma fornisce uno stimolo per un’ulteriore riflessione. Ultimamente ho apprezzato il suggerimento di un amico il quale, di fronte a una situazione d’indecisione, mi ha detto che ogni giorno in cui si ritarda la decisione è un giorno in meno da vivere nella nuova situazione. Ha ragione, il tempo passa e l’indugio deve essere solo quello necessario per fare le valutazioni del caso. A volte invece procrastiniamo e rischiamo una latenza, forse per paura di cambiare o forse perché i conflitti che abbiamo ci impediscono il movimento. Ringrazio l’amico perché mi ha fatto riflettere e le sue parole mi hanno dato coraggio. Ringrazio anche le amiche perché senza la loro comprensione è difficile avere la lucidità per trovare il coraggio. Uomini e donne sono diversi ma entrambi sono capaci di grandi virtù.