Intimità

Osteria di Porta Cicca

Porta_CiccaPrendete una sera nel bel mezzo di un lungo ponte in cui si è convinti che tutti i milanesi siano partiti per il mare; la città è deserta e sembra che non ci siano problemi di parcheggio. Decidete che sia la sera giusta per andare verso i Navigli e potersi godere una passeggiata in tranquillità. Quando arrivate lì vi rendete conto che tanti altri come voi hanno avuto la stessa idea e il risultato è: code interminabili per trovare un posto in cui lasciare l’auto, una ressa di persone che vi impedisce di camminare, locali affollati in cui è impossibile trovare un tavolo se non si è prenotato con largo anticipo.

Ci si sente stupidi e si crede di avere avuto un’idea orribile. Ci si guarda intorno, si cammina quasi trasportati dall’inerzia e si arriva davanti a un locale che sembra anonimo. Si decide di fare l’ultimo tentativo. Si entra e si viene accolti dal sorriso del personale che vi fa accomodare sull’ultimo tavolino rimasto, proprio quello lì che stavano sistemando e che sembrava che aspettasse solo voi. Vi guardate intorno e tutto sembra ovattato, le tovaglie bianche, i fiori bianchi, il legno chiaro per terra, il profumo delle candele, il silenzio. La sala è piena ma sembra che le persone abbiano imparato a parlare a bassa voce, in intimità. Vi accomodate e aprite il menù. I piatti sono raccontati con cura e mentre leggete riuscite a vedere le immagini dello chef in cucina che sperimenta per donare ai propri ospiti qualcosa di diverso, sapori di un tempo abilmente mescolati a quelli più consueti. Ottimo vino e ottimo servizio. Questa è stata la sensazione provata all’osteria di Porta Cicca, un locale nel bel mezzo del caos tipico dei Navigli ma che ha trovato il modo per  creare un ambiente sereno e accogliente per i propri commensali.

La strada giusta

Strada_giustaQuanto tempo utilizziamo per ascoltarci? Poco. Passiamo tanto tempo a pensare al nostro turbamento, a dirci che non stiamo bene, che siamo insoddisfatti, che le cose non vanno come dovrebbero ma non ci chiediamo il perché. Se riuscissimo a entrare in contatto con il nostro intimo più profondo troveremmo le risposte, spesso la risposta è legata a ciò che davvero vogliamo. Lo sappiamo? Conosciamo quello che desideriamo? Semplice a dirsi e altrettanto difficile a farsi. Lo so ma so anche che quando si conosce quel desiderio interiore e si ha di fronte l’immagine di ciò che ci può rendere felici allora si è già un po’ felici, si trova la pace, si ha un senso di serenità consolatorio che è figlio della consapevolezza di essere sulla strada giusta.