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Creare spazio

Creare_spazio“La vita è lunga.” È la risposta che mi ha dato la mia amica S., me l’ha detto con certezza serafica quando mi sono complimentata con lei per la sua capacità di avere degli spazi vuoti, sugli scaffali e all’interno dei mobili della sua abitazione.
Ho avuto modo di vivere a casa della mia amica per qualche giorno, lei era partita e io avevo bisogno di un appoggio temporaneo. Mi sono trasferita e, in uno spazio non mio, ho dovuto cercare le cose. Ho aperto la dispensa, ho trovato quello che mi serviva, tutto era sistemato perfettamente e ricopriva la metà dello spazio disponibile. All’interno di un mobile che ha tre scaffali solo due erano occupati, il terzo era vuoto, in attesa. Lo stesso vale per l’armadio, pieno solo a tre quarti, con un’area pronta ad accogliere ciò che verrà. Anche la libreria, che veste un’intera parete, era organizzata con equilibrio tra l’archivio di ciò che è stato e aree pronte per ospitare il futuro.
Ho pensato alla mia libreria, satura, spesso a causa di oggetti dei quali non sono mai stata padrona e che, per pigrizia, ho rinunciato a smaltire. L’ho fatto. Ho creato spazio. È stato un lavoro impegnativo ma mi ha portato una grande soddisfazione e, mentre componevo il nuovo ambiente, mi sono resa conto che la mia attenzione è andata sul vuoto e non più sul pieno, come mi capitava un tempo. Ho volutamente cercato di dare spazio al vuoto, a ciò che potrà esserci, a quello che arriverà solo nel momento in cui avrò la giusta predisposizione per accoglierlo.
Mi è venuto in mente un quadro di Piet Mondrian, uno dei tanti dipinti composti da rettangoli colorati intervallati da quelli bianchi. Lascio agli esperti la spiegazione didattica, io mi accontento di condividere il senso che ci ho trovato, quello che è stato utile per me e che risiede in quel bianco. È quello ciò che più importa, un’area pronta a ospitare, uno spazio candido nel quale dipingere ciò che desidero.

Nell’immagine una riproduzione ispirata a una delle composizioni di Piet Mondrian.

Creare spazio

CreareSpazioIl caldo è arrivato all’improvviso e ci ha sorpreso impreparati, con un abbigliamento non ancora adeguato. Era primavera fino a pochi giorni fa e oggi dobbiamo correre ai ripari cercando canottiere e sandali in fondo all’armadio, il nostro alleato che possiamo amare ma anche odiare. Il rammarico nei suoi confronti arriva quando ci troviamo di fronte al cambio, spostare i capi da sopra a sotto, l’attività più faticosa che ci sia (almeno per me) e che metterebbe a dura prova anche i maestri dell’organizzazione. C’è quel momento drammatico in cui ci si guarda intorno e si vedono solo: montagne di vestiti accatastate, scatole di scarpe ammonticchiate, appendi abiti sparsi per terra. Si arriva alla disperazione e sembra che non vedremo mai più la luce, e proprio in quel momento appaiono i capi dimenticati. Quel paio di pantaloni con un taglio fuori moda, quella giacca stile inglese che non avete più voglia di mettere, quella camicia in voile che vi piaceva tanto ma che ormai non vi sta più bene. Oppure c’è quel vestitino attillato, diventato forse troppo corto, vi chiedete se valga la pena tenerlo o se sia bene buttarlo. In quel momento arrivano i ricordi, vi passa davanti il film delle volte in cui avete indossato quella cosa, provate nuovamente le emozioni che avevate vissuto, magari durante un incontro particolare.

Questa è la fine. Io so che quando arrivo a quel punto non c’è verso di buttare via niente. Resto qualche minuto seduta sul letto con il capo incriminato fra le mani. Mi alzo e decido di provarlo per un’ultima volta prima di decidere, mi guardo allo specchio. Provo una scarpa a tema, che possa valorizzare l’abito. Mi siedo di nuovo sul letto e penso. Se voglio comprare qualcosa di nuovo è necessario eliminare e creare spazio. In generale è così, per fare entrare il nuovo serve spazio. La pulizia e l’ordine hanno lo scopo di creare un posto libero per ciò che ancora non conosciamo ma arriverà. Allora decido. Tolgo quello che avevo indossato, lo ripiego per bene, lo tengo ancora un po’ tra le mani per ringraziarlo del tempo che ha passato con me e lo poso in un sacco che porterò a chi ne ha bisogno.