Capita all’improvviso. A volte sono in auto oppure in casa mentre cucino, i pensieri vagano liberi. Il passato, il presente, il futuro; tutto si sovrappone e cerco di capire che cosa fare. Serve un’azione per andare avanti; bisogna trovare qualcosa da cui partire per avere quel colpo di reni simile agli atleti che si cimentano nel salto con l’asta, li ho sempre invidiati per il loro coraggio. Corrono e poi, al momento giusto, fanno perno su quel lungo bastone e volano in alto per superare l’ostacolo e atterrare felici. Per me la musica ha quel potere. Una vecchia canzone che arriva per caso, quando meno te l’aspetti, e ti riporta indietro. Non è la voglia di essere ancora dei ragazzi, no. È la forza, quella che un tempo c’era, potente perché ingenua e ignara. La stessa che c’è anche oggi ma che resta celata dalla pesantezza del quotidiano. La vecchia canzone può fare rivivere quel sentimento che si aveva allora, quella sensazione di sicurezza dei vent’anni quando si sa di avere ancora tutto da giocare. L’emozione è sempre presente, sta dentro di noi anche se lo dimentichiamo ma la vecchia canzone ce la propone. Basta ascoltare, è come se ci mostrasse un campione, un esempio, una piccola traccia da tirare fuori e utilizzare quando occorre.
Autore: Ratatuia Metropolitana
Piazza Risorgimento
Sono passata tante volte in questa piazza, conosco bene ogni suo pezzetto e ho assistito ai lavori di ristrutturazione che, negli anni, l’hanno trasformata in un luogo in cui sostare e bersi un caffè o prendere un gelato in tranquillità. La pavimentazione, il passaggio pedonale e quello ciclabile hanno rinnovato lo spazio portandolo a una vivibilità simile a quella che si respira nei piccoli paesi, dove le persone hanno un luogo per incontrarsi e vivere la loro socialità. In questo progressivo make up è rimasto un elemento costante: la statua al centro che pare vegliare sui passanti e anche sul resto della città. Non avevo mai cercato di scoprire chi fosse quella figura ritratta a braccia aperte, sapevo che era lì e che ci sarebbe rimasta indipendentemente da tutto e dal trasformarsi delle cose. L’altro giorno per caso ho guardato, per la prima volta ho messo attenzione e ho scoperto che si tratta di San Francesco. Allora quel suo gesto a braccia aperte mi è sembrato più chiaro.