Pensierino

Se Oscar Wilde avesse avuto un account su Instagram

Qualche giorno fa parlavo di stile e di estetismo con la mia amica C. Facevamo una chiacchiera leggera, abbiamo ricordato la bellezza di alcuni scritti di fine ‘800 e la tensione alla rappresentazione della vita come se fosse un’opera d’arte. Tra i tanti ci è venuto in mente Oscar Wilde , il suo anticonformismo e l’eccentricità che ostentava anche nel modo di vestire, oltre che nell’atteggiamento. A quel punto abbiamo portato il nostro autore ai tempi d’oggi e ci siamo chieste che cosa avrebbe fatto su Instagram; ci siamo messe a cercare le sue immagini sul web e ne abbiamo trovata una che potrebbe sembrare un selfie, quanti ne avrebbe fatti? E le foto dei suoi viaggi? Chissà che belle. Abbiamo pensato anche ai suoi abiti, a quanto avrebbe dettato nuove mode e ce lo siamo immaginate come uno dei massimi influencer. Quanti follower avrebbe? Sicuramente più di un milione. E lui, chi avrebbe seguito? Gabriele D’Annunzio? O sarebbero stati antagonisti? E tra i top Instagramers di oggi a chi avrebbe concesso il suo follow ?
Siamo andate avanti per mezz’ora a fare ipotesi e a immaginare i post, i commenti, il numero dei like e ci siamo divertite. Ognuna cercava di esaltare i propri amati e quel gioco ci ha fatto sentire più vicine a quei grandi artisti, ne parlavamo come se fossero seduti lì con noi, pronti a rispondere alle nostre domande.

Tornando a casa ho pensato al contenuto. Secondo me Oscar Wilde avrebbe accompagnato le immagini con i suoi aforismi, massime che vengono ricordate ancora oggi e che sono diventate talmente popolari da essere scritte sulle magliette. Che meraviglia, immaginare uno o due post al giorno con aforismi nuovi di zecca. Probabilmente avrebbe ideato nuovi hashtag #cultodellabellezza, #artistacreatoredibellezza #cederealletentazioni … il cui significato potrebbe trovare un senso anche oggi ma con quali differenze? Gli esteti credevano nel culto della bellezza intesa come ricerca del capolavoro e del sublime nell’arte e nell’espressione artistica, ritenuta superiore rispetto ad altre esperienze; rifuggivano la volgarità e avevano un’eccentricità consapevole. Oggi? Esiste una simile consapevolezza? E allora, più di cento anni fa, loro sarebbero stati davvero pronti per accogliere i social network? Interessante tematica, mi piacerà tornarci sopra.

L’immagine di Oscar Wilde è stata presa qui. Non potrebbe essere un selfie?

Mia cara Francia

Anche quest’anno ho scelto di trascorrere il tempo delle mie vacanze in un luogo magnifico del tuo territorio. Ho esplorato un’area piuttosto circoscritta della Provenza, un insieme di villaggi del dipartimento delle Alpi Marittime: Mougins, Valbonne, Biot e Mouans-Sartoux. Mi hai accolto con un sorriso, con gentilezza ed eleganza. Mi hai regalato colori, profumi, vegetazione rigogliosa. Ho trovato un clima perfetto: sole splendente, brezza costante a raffreddare il caldo estivo, cielo blu con qualche nuvola che sembrava dipinta, come in uno dei quadri dei grandi artisti che hanno deciso di stabilire lì la loro dimora. La notte era serena e piena di stelle pronte a farsi ammirare sul tardi, all’uscita da uno dei tanti ristoranti in cui si serve un cibo delizioso e si beve un vino rosé da ricordare.
Ti ringrazio per tutto questo e per la tua capacità di donare ai tuoi ospiti simili esperienze.
Sono tornata in città da poche ore e mi ritrovo a pensare alla vacanza; metto in ordine ciò che ho comprato e ripercorro il dialogo con la signora alta e rotonda, dai capelli scuri e con gli occhiali da gatto, che stava nella epicerie del villaggio di Mougins. Prima di partire le ho chiesto di consigliarmi qualcosa di tipico da portare con me in Italia, lei mi ha guardata e mi ha chiesto di accompagnarla vicino a uno scaffale. Lì mi ha domandato se preferissi qualcosa di dolce o di salato, ho risposto che avrei voluto entrambe le cose. Mi ha suggerito il caviar de aubergine, che già solo a sentirlo dire sembra qualcosa di meraviglioso, e per il dolce mi ha consigliato una confettura di rose che nascono in quel luogo. Mi ha detto che avrei potuto gustarli durante l’inverno ricordando, a ogni boccone, il mio tempo trascorso nella sua terra. Che cosa c’è stato dentro a quel tempo? Metto insieme le idee e mi rispondo: è stato un momento in cui ho avuto la capacità di pensare, di ascoltare, di sentire, di andare un po’ più adagio rispetto ai giorni fagocitanti della città. Ho portato con me quelle sensazioni e farò in modo di ricordare che quello stato potrò raggiungerlo ancora, dipenderà da me e dalla mia capacità e, se avrò difficoltà, potrò sempre aprire uno dei vasetti che mi ha consigliato la signora del negozio.