Francia

La preparazione del viaggio

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Continuo a chiamarle vacanze, non mi piace la parola ferie perché mi trasmette un senso di costrizione. La vacanza, come dice la definizione [cit. Garzanti Linguistica] è un periodo di stacco dalle proprie ordinarie occupazioni, ci consente di occuparci dello straordinario, di quello che in genere non facciamo per mancanza di tempo o di opportunità. La scelta di cosa fare nel periodo di vacanza è personale, è nostra la decisione di come esplorare lo straordinario e può dipendere da tanti fattori ma credo che sia anche la manifestazione del nostro sentire.
Quest’anno ci ho messo un po’ a decidere, non avevo idee e ho persino pensato di starmene a casa a godermi giornate calme e tranquille. Farò anche questo perché considero straordinario vivere la quotidianità con ritmi diversi, fermarsi a parlare con le persone, dedicarsi alla preparazione di una nuova ricetta, uscire a piedi, passeggiare guardando in alto per le strade che si percorrono ogni giorno con la fretta.
Nelle ultime settimane si è affacciata un’idea che ho cullato fino a quando non ha preso forma. Farò un viaggio, ho immaginato un percorso fatto di luoghi che vorrei visitare e ho pensato a come farmi trasportare attraverso quei posti. Ho raccolto ciò che mi piace e ciò che vorrei conoscere ho fatto due conti e ho trovato una soluzione che mi ha fatto sentire bene. Mentre la progettavo sentivo gioia perché capivo che era come indossare un vestito fatto su misura, un abito che fa risaltare i punti di forza e attenua quelli deboli. Mancano poche ore alla partenza e devo ancora preparare il bagaglio, completare i punti scritti nelle mie liste, evitare di dimenticare qualcosa, fare commissioni dell’ultimo minuto, dare seguito ad un po’ di ansia fisiologica che mi accompagna sempre quando devo partire e andare verso l’ignoto.
La preparazione mi è piaciuta e ora, come quando si cucina una nuova ricetta, è il momento dell’assaggio. Sono sicura che mi porterò a casa qualcosa, di materiale e non, da toccare e da sentire.

Buone vacanze a tutti!

Nell’immagine ci sono le tappe che attraverserò durante il viaggio francese. Siete curiosi? Troverete gli aggiornamenti su Instagram

Mia cara Francia

Anche quest’anno ho scelto di trascorrere il tempo delle mie vacanze in un luogo magnifico del tuo territorio. Ho esplorato un’area piuttosto circoscritta della Provenza, un insieme di villaggi del dipartimento delle Alpi Marittime: Mougins, Valbonne, Biot e Mouans-Sartoux. Mi hai accolto con un sorriso, con gentilezza ed eleganza. Mi hai regalato colori, profumi, vegetazione rigogliosa. Ho trovato un clima perfetto: sole splendente, brezza costante a raffreddare il caldo estivo, cielo blu con qualche nuvola che sembrava dipinta, come in uno dei quadri dei grandi artisti che hanno deciso di stabilire lì la loro dimora. La notte era serena e piena di stelle pronte a farsi ammirare sul tardi, all’uscita da uno dei tanti ristoranti in cui si serve un cibo delizioso e si beve un vino rosé da ricordare.
Ti ringrazio per tutto questo e per la tua capacità di donare ai tuoi ospiti simili esperienze.
Sono tornata in città da poche ore e mi ritrovo a pensare alla vacanza; metto in ordine ciò che ho comprato e ripercorro il dialogo con la signora alta e rotonda, dai capelli scuri e con gli occhiali da gatto, che stava nella epicerie del villaggio di Mougins. Prima di partire le ho chiesto di consigliarmi qualcosa di tipico da portare con me in Italia, lei mi ha guardata e mi ha chiesto di accompagnarla vicino a uno scaffale. Lì mi ha domandato se preferissi qualcosa di dolce o di salato, ho risposto che avrei voluto entrambe le cose. Mi ha suggerito il caviar de aubergine, che già solo a sentirlo dire sembra qualcosa di meraviglioso, e per il dolce mi ha consigliato una confettura di rose che nascono in quel luogo. Mi ha detto che avrei potuto gustarli durante l’inverno ricordando, a ogni boccone, il mio tempo trascorso nella sua terra. Che cosa c’è stato dentro a quel tempo? Metto insieme le idee e mi rispondo: è stato un momento in cui ho avuto la capacità di pensare, di ascoltare, di sentire, di andare un po’ più adagio rispetto ai giorni fagocitanti della città. Ho portato con me quelle sensazioni e farò in modo di ricordare che quello stato potrò raggiungerlo ancora, dipenderà da me e dalla mia capacità e, se avrò difficoltà, potrò sempre aprire uno dei vasetti che mi ha consigliato la signora del negozio.