Francese

Cambiamenti

A volte penso che dipenda da mia madre. Quando ero bambina mi parlava spesso in francese, amava quella lingua e mi diceva che lo faceva per restare in allenamento; si esercitava con me non tanto perché io imparassi ma perché quelle parole restassero vive in lei.
Che il mio amore per la Francia nasca da là? Non so rispondere ma so che ho un’attitudine alla ricerca di francesità. Amo il mio Paese e la mia lingua ma c’è qualcosa nella cultura francese che mi attrae, mi porta allegria, mi ruba un sorriso e mi stimola a trovare l’aspetto positivo di ciò che mi circonda.
Ieri mattina mi sono fermata alla Boulangerie francese vicino a casa, ha aperto qualche anno fa e non sanno quanto la loro decisione mi abbia resa felice, mi sono messa al bancone e ho chiesto un caffè. Il ragazzo mi ha invitata ad accomodarmi, non ha detto perché ma entrambi sapevamo il motivo.
Mi sono seduta al tavolino, ho guardato le altre persone, ho pensato che avrei potuto essere altrove, forse in un piccolo cafè della Provenza. In Francia non c’è l’abitudine a consumare il caffè al banco, le persone si siedono, attendono, impiegano quei minuti in chiacchiere o nella lettura del giornale, sorseggiano il caffè e se ne vanno. In questo rituale mettono a frutto il tempo, si prendono un tempo per pensare, per leggere per guardare e osservare. Ora lo facciamo anche noi. Mentre gustavo il mio caffè pensavo che la situazione che viviamo ci sta dando l’opportunità di osservare. Intorno a noi le cose cambiano, mutano le abitudini, i comportamenti e le modalità di relazione; noi abbiamo l’occasione per diventarne consapevoli.
Stamattina mi sono svegliata e ho realizzato di essere nella zona rossa. La popolazione di tutta la Lombardia, Milano compresa, dovrà restare confinata nell’intorno della propria abitazione. Si tratta di una misura importante che può sembrare drastica e che sicuramente ci chiede un sacrificio, tuttavia è necessaria e va seguita. Io sento che sia opportuno e responsabile adeguarsi alle disposizioni, è utile a tutti e sono sicura che ci porterà ad uscire da questa situazione quanto prima.
Cambieremo i nostri ritmi, muteremo la quotidianità e probabilmente avremo un tempo diverso. Forse ciò che sta accadendo lascerà spazio per l’analisi, per trovare qualche risposta, per restare nel flusso padroni delle nostre giornate e artefici del nostro cambiamento.

Nell’immagine un’opera di Edward Hopper

Scusi lei è Veronique?

VeroniqueL’altra sera sono arrivata in Stazione Centrale, era tardi e avevo sulle spalle una pesante giornata di lavoro. La luce mi dava fastidio e ho indossato gli occhiali da sole. Camminavo facendomi spazio fra la folla con l’obiettivo di andare dritta all’uscita; pensavo al tepore di casa, al desiderio di lavare via la giornata e alla voglia di stendermi per rilassarmi e pensare ad altro.

Ho utilizzato le scale, quelle che portano all’atrio centrale della stazione, e quando sono arrivata in fondo tre ragazzi con accento francese mi hanno avvicinata e mi hanno chiesto se fossi Veronique.

Ho detto di no e sono andata avanti, è stata una risposta d’impulso, me ne sono pentita. Ho perso un’occasione, non dico che avrei voluto mentire ma mi sarebbe piaciuto scoprire di più di loro e di Veronique. Chi è questa donna? Quanti anni ha? Da dove viene? Come si veste? E ancora: che cosa ha spinto quelle persone a pensare che fossi io la Veronique che aspettavano? E se avessero avuto delle cattive intenzioni? Tante domande che mi sono rimaste in testa durante il viaggio verso casa. L’indomani, al risveglio, ho pensato di nuovo a Veronique, mi sono detta che la mia forte tendenza a romanzare le storie mi porta a esagerare. Eppure ho la sensazione di avere perso un’occasione, continuo a pensarci, forse avrei dovuto riflettere e non dare una risposta d’impulso. Ha vinto il senso di auto protezione, lo schermo che ci si mette verso il mondo per difendersi dagli sconosciuti. Ci penso ancora, mi dico che se dovesse capitare di nuovo potrei agire diversamente. Chissà che volto ha Veronique, di certo mi sarebbe piaciuto conoscerla.