Caffè

Posso offrirle un caffè?

offirecaffePasseggiavo con un amico e ci è venuta voglia di caffè. Sulla strada c’era un bar, uno dei tanti, e abbiamo deciso di fermarci lì. Sulla porta c’era un signore, un padre di famiglia con la sua carrozzina nella quale, sotto alla copertina, sorrideva il piccolo che avrà avuto poco più di sei mesi.
Il mio amico ha fatto qualche passo in avanti e si è sporto per aprire la porta a quel signore, un gesto normale, ho pensato io, come si fa tante volte quando si vede qualcuno con un passeggino. Capita anche sui mezzi, ci sono le tate con il passeggino che vanno su e giù e ci sono dei signori gentili che aiutano il trasbordo.
In quel bar il padre di famiglia è stato molto felice e ci ha ringraziato con enfasi. Ha finito il suo cappuccio prima di noi, ci ha salutato, ci ha ringraziato ancora e poi è uscito. Noi abbiamo finito di sorseggiare il nostro caffè e siamo andati alla cassa, in quel momento il barista ci ha detto che i nostri caffè erano già stati pagati. Siamo rimasti sorpresi e non abbiamo neppure avuto modo di ringraziare il padre di famiglia, ma chi doveva ringraziare chi? Questo è stato il mio primo pensiero. Un gesto di normale gentilezza, una cordialità verso l’altro, un senso di civile educazione, come quello fatto dal mio amico, ha scatenato un gesto di cortesia; una sorta di reazione a catena, causa-effetto.
Allora mi sono chiesta: ma se tutti fossero sempre gentili e cortesi e venissero ripagati della stessa moneta potremmo vivere in una società fatta di sorrisi e di gioia dove gli insulti per strada o le invettive ai semafori non esisterebbero più?

Crema al mascarpone (ricetta passepartout)

MascarponeIl contesto. Non sono mai stata portata per la preparazione dei dolci forse perché richiedono di essere ligi nella preparazione. L’arte della pasticceria vuole la precisione di laboratorio perché la buona riuscita è spesso legata a processi chimici che, se non vengono scatenati a dovere, minano il risultato. Mi risulta difficile restare aderente alle quantità degli ingredienti previsti da una ricetta e, quando cucino, sento la necessità di aggiungere o togliere qualcosa a seconda del momento. Negli anni ho capito che l’unica tipologia di dolce su cui posso cimentarmi è quella “al cucchiaio” che mi lascia una serie di gradi di libertà. Così ho trovato una base che definisco passepartout e che modifico in base alla stagione per chiudere un convivio con dolcezza. Leggi la ricetta