Gioia

Posso offrirle un caffè?

offirecaffePasseggiavo con un amico e ci è venuta voglia di caffè. Sulla strada c’era un bar, uno dei tanti, e abbiamo deciso di fermarci lì. Sulla porta c’era un signore, un padre di famiglia con la sua carrozzina nella quale, sotto alla copertina, sorrideva il piccolo che avrà avuto poco più di sei mesi.
Il mio amico ha fatto qualche passo in avanti e si è sporto per aprire la porta a quel signore, un gesto normale, ho pensato io, come si fa tante volte quando si vede qualcuno con un passeggino. Capita anche sui mezzi, ci sono le tate con il passeggino che vanno su e giù e ci sono dei signori gentili che aiutano il trasbordo.
In quel bar il padre di famiglia è stato molto felice e ci ha ringraziato con enfasi. Ha finito il suo cappuccio prima di noi, ci ha salutato, ci ha ringraziato ancora e poi è uscito. Noi abbiamo finito di sorseggiare il nostro caffè e siamo andati alla cassa, in quel momento il barista ci ha detto che i nostri caffè erano già stati pagati. Siamo rimasti sorpresi e non abbiamo neppure avuto modo di ringraziare il padre di famiglia, ma chi doveva ringraziare chi? Questo è stato il mio primo pensiero. Un gesto di normale gentilezza, una cordialità verso l’altro, un senso di civile educazione, come quello fatto dal mio amico, ha scatenato un gesto di cortesia; una sorta di reazione a catena, causa-effetto.
Allora mi sono chiesta: ma se tutti fossero sempre gentili e cortesi e venissero ripagati della stessa moneta potremmo vivere in una società fatta di sorrisi e di gioia dove gli insulti per strada o le invettive ai semafori non esisterebbero più?

Piangere con un occhio solo

Piangere_occhio_soloNon conoscevo questo modo di dire e quando l’ho sentito ho avuto voglia di approfondire. È uscito a proposito del tempo, una ragazza in metropolitana parlava con un’amica e commentava la pioggia milanese dicendo che sperava in un fine settimana di sole. La sua era una richiesta semplice in fondo, diceva che era disposta a barattare un brutto tempo durante la settimana, perché tanto si sta chiusi in un ufficio, per un sabato e domenica di sole. Lo ha sottolineato dicendo che se piove durante la settimana si piange con un occhio solo. Ho cercato il significato di questo modo di dire e ho colto che intende invocare un dolore apparente, una situazione in cui si manifesta sofferenza in maniera fasulla. Poi ho pensato che non è umanamente possibile piangere con un solo occhio, e questo mi ha confortata perché mi ha restituito l’autenticità del sentimento. Mi piace credere che le persone rivelino i veri sentimenti e che abbiano il coraggio di mostrare gioia e dolore quando lo sentono, al di là delle apparenze.

Nell’immagine un dipinto di Salvador Dalì.