Ho avuto l’occasione di fermarmi al Mandarin per un aperitivo ed è un’esperienza che consiglio per una serie di ragioni. La prima è l’accoglienza, il personale gentile e garbato ha la capacità di fare sentire gli ospiti in un ambiente esclusivo ma famigliare; la proposta dei cocktail è ottima e il barman ha una creatività invidiabile, così come lo chef che propone percorsi di gusto prelibati negli assaggi che accompagnano la bevuta; infine l’ambiente, elegante e caldo. Se, oltre a tutto ciò, decidete di farvi accompagnare da persone simpatiche e gioiose, la serata sarà di certo un successo.
Uscire
L’osteria del sognatore
“È nostra tradizione che la dama prenda il turacciolo della bottiglia di vino e lo metta nella grande ampolla esprimendo un desiderio.” L’accento era francese ma mi trovavo a Milano, in una zona molto defilata dei Navigli. Questa è stata la spiegazione del rituale del sogno da parte di uno dei camerieri di questo incantevole ristorante. L’atmosfera è intima e delicata; il cibo è ottimo, la proposta dello chef spazia da piatti tradizionali a sperimentazioni intriganti e piene di sorprese. Una menzione speciale va ai tocchetti di patate con zucca e amaretti (gli gnocchi alla zucca) accompagnati da bacon spadellato e anacardi mantecati con grana stagionato: un’esperienza che ricorderò per molto tempo, come questa serata alla fine della quale mi è stata donata una poesia che inizia così: “I ragazzi che si amano si baciano in piedi, contro le porte della notte, e i passanti che passano li segnano a dito…”. Mi hanno spiegato che questa è la seconda tradizione del locale.