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Sette Cucina Urbana

Un locale delizioso, un ambiente accogliente che scalda grazie ai soffitti a volta e all’arredamento, scelto con gusto, che ricorda i salotti degli anni cinquanta.
Il menù è semplice, ci sono pochi piatti ma ben selezionati. Si può mangiare dell’ottimo pesce, carne di qualità, piatti vegani e un po’ di tradizione: risotto alla milanese e cotoletta. Io ho scelto lo spaghettone grezzo al profumo di mare e ho apprezzato sia il gusto, frutto di una sapiente scelta e lavorazione della materia prima, sia l’armonia della presentazione. Il servizio è molto buono e il personale è in grado di dare consigli utili per gustare un’ottima esperienza culinaria. Alla fine della cena ho voluto presentarmi allo chef Massimo Moroni per complimentarmi; lui si è espresso con una frase: “Di roba in giro ce n’è tanta ma di qualità poca.”  Me l’ha detto facendo qualche esempio e spiegandomi quanta cura mette nella ricerca degli ingredienti, a costo di ribaltare il menù se non trova ciò che vuole. Gli ho creduto, il piatto che ho assaggiato me l’ha dimostrato. Tornando a casa ho pensato che non ho chiesto il significato del nome, forse perché lavora sette giorni su sette? E cucina urbana? Dovrò approfondire.

Sette Cucina Urbana si trova in via Dell’Orso 2, a Milano.
[L’immagine è stata presa dal sito del ristorante.]

A Firenze da Zà Zà

Stavo facendo ordine tra i materiali e ho trovato questa foto nel mio archivio.
Ho ripensato a una serata di tre anni fa che mi ha portata per caso in questo locale. Mi trovavo in viaggio con qualche amica, la nostra meta era Cortona ma a Firenze avevamo deciso di fermarci per ammirare le bellezze della città. Due passi verso il Duomo e una capatina fino alla Basilica di San Lorenzo; dovevamo cenare ed eravamo certe di trovare un posto accogliente vicino al mercato. Ne abbiamo provati tanti, era tardi e nessun oste ci voleva accogliere. Continuavamo a chiedere, dicevamo che ci saremmo accontentate di qualcosa di freddo, ma tutti erano già in chiusura. Poi arrivammo da Zà Zà, incontrammo una ragazza sorridente che ci fece accomodare, ci diede del pane con l’olio e ci portò un bicchiere di vino. La cucina era in chiusura ma c’era tempo per ordinare ancora qualcosa, la scelta era limitata, anzi forse non c’era neanche la possibilità di scegliere, credo che ci abbia portato lei qualcosa scegliendo tra ciò che era rimasto, ricordo solo che era buono. Il locale, ormai vuoto, era dedicato a noi; il personale disponibile attendeva che noi finissimo la cena in pace e tranquillità, senza fare pressioni. Alla fine, al momento del conto, ci prodigammo in ringraziamenti per l’ospitalità. “Ci mancherebbe!” Disse la ragazza che ci aveva accolto, per lei era stato facile essere gentile ed educata ma spesso questo atteggiamento non è scontato.  Da Zà Zà ci devo tornare.