Caponata: la sorella di Ratatuia

Il contesto. La mia amica S. è siciliana, è una bravissima cuoca ma non le piacciono: i peperoni, le olive, i capperi e l’uvetta. Per questo motivo non si è mai cimentata con la caponata, nonostante sia uno dei piatti tipici della sua terra d’origine. Io, e insieme a me una schiera di amici comuni, amo la caponata e avrei fatto di tutto per mangiare quella originale, preparata in casa con la ricetta di famiglia. Qualche sera fa è arrivato il momento. S. ci ha invitati a cena e ha presentato la caponata, quella fatta con la ricetta di suo padre, l’ing. Mimmo, che è un cuoco fantastico. Ho assaggiato qualcosa di indimenticabile, avrei voluto che non finisse mai e ho chiesto a S. di portarmene a casa un po’ per gustarla anche l’indomani.
Ho rivisto S. dopo qualche giorno e le ho chiesto la ricetta della caponata, mentre l’ascoltavo pensavo alle similitudini con la Ratatuia, due sorelle; si tratta di due diversi modi di interpretare una miscellanea di verdure dai sapori gustosi e avvolgenti ma in fondo lo stile è simile e di certo c’è una parentela. Conosco S. dai tempi dell’università, abbiamo festeggiato le nozze d’argento della nostra amicizia e abbiamo sempre sostenuto che ci fosse un gemellaggio fraterno fra di noi e le nostre terre. In questo caso parlerei di sorellanza, quella che c’è fra due piatti a noi cari e quella che mi ha dimostrato lei, regalandomi un cibo così prelibato. A voi la ricetta (quella originale!).

Sulla moda

La riflessione è nata grazie a un paio di stivaletti verdi che adoro. Le mie amiche mi prendono in giro perché sono vecchi e consumati.
“Non ci credo! Anche quest’anno hai tirato fuori i tuoi stivaletti.” La frase ricorrente, detta con un tono che rasenta la compassione.
“Sì.” Dico io soddisfatta, dopo avere sottolineato che mi sono rivolta al mio calzolaio di fiducia per l’ennesima ristrutturazione.
Confesso che sono almeno tre anni che cerco un degno sostituto, lo so che sono rovinati e consumati ma non trovo un rimpiazzo che mi soddisfi. Ho girato per tanti negozi, mi sono dedicata alla ricerca online ma il risultato è sempre lo stesso: niente di adatto, nulla che mi piaccia. I miei requisiti sono chiari: tacco alto (8-10cm) non troppo sottile ma neanche troppo grande; tinta unita in pelle, possibilmente di un colore che vada con tutto come il verde tenue che è quasi simile a un grigio ma oserei anche con un melanzana, niente neri o marroni e neppure beige. Lisci e senza fronzoli, cerniera laterale, a polacchino che arrivi fino alla caviglia. Sono collaudati, li porto con la gonna e con i pantaloni, sono eleganti e non sfigurano con gli abiti da ufficio ma vanno benissimo anche in situazioni più casual, nel tempo libero. E poi sono comodi, il tacco è alto ma è nel punto giusto, perpendicolare al centro del tallone, e li posso tenere ai piedi per dodici ore.
Mi chiedo che cosa vada di moda in questo momento, non riesco più a capirlo, c’è un po’ di tutto. Possibile che in questo tutto io non riesca a trovare gli stivaletti che desidero? Sono una persona fuori moda? Può essere, visto che non trovo mai ciò che mi piace la risposta sarà di certo positiva. Ho un mio stile, cerco qualcosa che mi stia bene, che mi faccia sentire a mio agio, che sia giusto per le mie forme e le mie proporzioni. Ho preferenze su certe gamme cromatiche, adoro le tinte unite e faccio a pugni con le fantasie. Quando entro in un negozio cerco un/una commesso/a ed elenco ciò che desidero con dovizia di particolari, a volte mi accontentano ma spesso torno a casa a mani vuote. Qualcuno dice che sono classica, ogni tanto penso di essere vintage, in generale credo di ricercare sobrietà ed eleganza, mi piace l’armonia e la cerco nel modo in cui mi vesto. Dipende anche dai titoli, quelli mi arrivano al mattino quando decido come vestirmi. Mentre faccio colazione c’è un titolo che appare nella mia mente e su quella base definisco l’abbigliamento della giornata. Parto sempre dalle scarpe e costruisco il resto intorno a quelle. Quindi gli stivaletti sono fondamentali perché si abbinano a tante cose e mi lasciano spazio.
Che cos’è la moda? Me lo sono chiesta in questa lunga riflessione. Dopo avere fatto qualche ricerca ho scoperto che si tratta di un comportamento collettivo con criteri mutevoli [NdR: citazione]; il termine moda è presente anche in statistica e descrive “il valore o uno dei valori che compare il maggior numero di volte in una successione finita”.
Resto fuori, evidentemente non rientro nel gruppo che segue le mode, sono però desiderosa di trovare un nuovo paio di stivaletti che rispondano ai requisiti sopra riportati; se qualcuno li avesse visti da qualche parte e volesse condividere con me l’informazione gliene sarei molto grata.

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