Coraggio

Paura di volere

paura_volereEsiste un’età per avere dei desideri? Ci ho pensato qualche giorno fa mentre ascoltavo l’elenco dei sogni di una mia collaboratrice molto giovane. Di fronte al suo entusiasmo mi sono chiesta se il tempo, e la consapevolezza di averne ancora tanto da utilizzare, sia un elemento necessario per potere desiderare. Non lo credo, in ogni istante della nostra vita possiamo desiderare qualche cosa e metterci tutto il nostro impegno per realizzarla. La questione però si complica di fronte alla volontà. Dopo avere definito il desiderio è necessario volere che si realizzi; spesso la fase più difficile è direzionare il nostro impegno per dare concretezza al pensiero. A volte ci blocchiamo, ci censuriamo, ci giudichiamo e siamo pessimisti. Effetto della paura? Credo di sì. La realizzazione dei propri sogni è spesso impegnativa, non solo durante il cammino necessario per arrivarci ma anche dopo, quando dobbiamo fare i conti con qualcosa di diverso, con un mutamento che ci porta dei cambiamenti sia fuori che dentro. Ma vogliamo parlare della gioia? Di quella soddisfazione che ci arriva quando siamo stati in grado di avere il coraggio per volere? Credo che questa sia la ricompensa migliore, l’antidoto più potente per la paura.
Alla fine della conversazione con la mia collaboratrice mi sono fatta un appunto, mi sono scritta che non devo mai scordare di volere e, per dare più enfasi al momento, ho segnato anche la fase di Vittorio Alfieri “vòlli, e vòlli sèmpre, e fortissimaménte vòlli”.

Nell’immagine “The Son of Man”, Renè Magritte 1964.

Quando il citofono non suona

CitofonoL’altro giorno chiacchieravo davanti a un caffè con la mia amica S. e ci siamo addentrate sul tema di volere qualche cosa e trovare il modo per ottenerlo. Si parlava della carriera, dei passaggi interni a un’organizzazione e del fatto che si è convinti che facendo del proprio meglio si verrà di certo premiati. Una persona lavora con impegno e passione, mostra di essere responsabile e di fare meglio di altri colleghi, accetta tutte le sfide, si carica di attività extra e alla fine tante pacche sulle spalle. Si resta delusi perché ci si aspettava una gratificazione più concreta, ad esempio un aumento di stipendio che però non arriva. Di chi è la colpa? Prima di dare colpe è bene domandarsi che cosa abbiamo avuto il coraggio di chiedere. Nel lavoro e nella vita privata facciamo delle cose, agiamo sempre con una finalità ma tocca a noi essere chiari ed esplicitare il nostro fine altrimenti restiamo in balia degli altri; speriamo che le persone possano capire che cosa vogliamo e ci illudiamo che ci sia un senso diffuso di giustizia per cui le cose arriveranno. Non è esattamente così. Allora dobbiamo fare i conti con le richieste, è questo il vero tema: chiedere. Ci vuole coraggio perché chiedere significa essere consapevoli di ciò che si vuole e soprattutto essere convinti di meritarlo. Se non siamo solidi sulle nostre posizioni, se le mettiamo in discussione porgiamo il fianco al conflitto che ci spinge a ritenere che, se ce lo meriteremo, verremo premiati. Un giorno, forse. Un giorno qualcuno suonerà al nostro citofono e ci darà l’ambito premio. E se il citofono non suona?  Meglio agire. Per prima cosa impariamo a dirci che cosa vogliamo e poi prendiamo il coraggio per dirlo anche agli altri. Sono sicura che se una cosa la desideriamo davvero, significa che ce la meritiamo. A noi il coraggio di andarla a prendere!
Ho salutato la mia amica S. con entusiasmo, ci siamo dette che ci fa bene prendere un caffè insieme.