Legami

Intrecci

Avete mai pensato a quante persone conoscete? Ci sono quelle che avete conosciuto tanti anni fa e con le quali siete in costante relazione; c’è il collega di lavoro con cui passate tutta la giornata ma del quale sapete poco o quello che invece si confida e del quale conoscete le abitudini o che cosa prepara per cena. Ci sono i compagni del liceo, quelli dell’università, quelli con cui avete fatto una vacanza tanti anni fa; ci sono gli amici di quella associazione culturale che oggi non frequentate più ma con loro è rimasto un legame e due volte all’anno vi vedete per una pizza. L’elenco potrebbe continuare e potrebbe arrivare fino a quella signora simpatica con cui avete chiacchierato quella volta sul treno Milano – Roma.
È stata la mia amica Y. a farmi pensare a questo. L’altro giorno ci siamo viste, lei è una di quelle persone che conosco da anni, amica di un’amica dell’università, quest’ultima si è persa ma con Y. il contatto è andato avanti e una volta al mese, al massimo ogni cinque settimane, decidiamo di prenderci un caffè e di chiacchierare un po’. L’altro sabato, era dopo pranzo, ci siamo viste e ha voluto condividere la sua teoria degli intrecci. Mi ha spiegato che le persone che incontriamo secondo lei sono un filato, ognuno ha il suo colore e la sua consistenza, questi filati si intrecciano con noi e con le nostre caratteristiche per formare un grande tessuto. Mi è piaciuta la sua immagine, mi ha fatto pensare che da ogni persona che incontriamo riceviamo qualcosa. Inoltre, a ben vedere, noi stessi possiamo diventare parte del tessuto degli altri. Quale responsabilità? E se il mio colore o la mia consistenza non piacessero? Forse è solo una questione di frequenze, ci si riconosce e si comprende se ci sia un punto di attrazione, qualcosa che ci spinge a sentirci parte di un tessuto che può diventare ancora più grande, ancora più bello.

Legami

Legami3“Non sei troppo grande per andare a un pigiama party?”
Questo è quello che ha detto la figlia di sette anni alla mia amica G. quando ha scoperto che la mamma non avrebbe dormito a casa. Forse è vero ma la voglia di stare insieme era tanta e alla fine nessuna di noi si è posta la domanda. S. ha una casa molto grande e accogliente, ha due splendidi figli e un marito che hanno deciso di lasciare spazio all’amicizia. Non ci vedevamo da mesi e avevamo voglia di stare insieme, questa è stata la molla, volevamo raccontarci, dirci di noi, come stiamo, cosa succede, quali sono i nostri sogni. Per questo abbiamo deciso di prenderci uno spazio, ci siamo incontrate sul finire del pomeriggio da S. e abbiamo riunito il gruppo con l’idea di stare insieme fino all’indomani. Parole, abbracci, risate e qualche lacrima di commozione, ricordi del passato e proiezioni sul futuro. Unite, ancora come un tempo, come quando eravamo al liceo e pensavamo che avere quarant’anni sarebbe stato un tempo lontanissimo. Invece ci siamo, è oggi e siamo ancora insieme. Per quanto riguarda i sogni, ne abbiamo ancora tanti e sentiamo che è possibile realizzarli. Siamo diverse ma ci conosciamo da sempre e sappiamo che cosa aspettarci dall’altra, ci vogliamo bene, ci comprendiamo e abbiamo capito che un sorriso può fare molto se l’altra deve affrontare un momento difficile.
Tornando  a casa ho pensato ai legami, quelli profondi che sono radicati e che non è possibile sciogliere, neanche se si vive lontani, neanche se si percorrono cammini differenti o se si ha una famiglia di cui occuparsi. Il tempo passa, si vive la propria vita ma resta sempre un filo che ci lega con le persone care. Può essere un filo sottile, a volte invisibile ma c’è e ogni tanto ci riporta a trovarci anche fisicamente, insieme.