Metamorfosi

Metamorfosi

La mia casa è diventata un’isola. Non c’è il mare fuori dalla finestra ma potrei immaginarlo, posso credere di trovare il profondo blu al di là del portone, un oceano che mi ripara e mi protegge. Resto all’interno perché posso vivere in un luogo isolato, in un’area incontaminata. Sono lontana dal mondo ma, allo stesso tempo, vicina e lo lascio entrare grazie alle notizie che sento in televisione. Vedo gli amici e i colleghi attraverso le innumerevoli piattaforme; ho una socialità mediata, si definisce distanziamento, perché sembra che i corpi siano pericolosi. Mantenere le debite distanze non significa interrompere le comunicazioni, che spesso diventano più intense, ma trovare nuove forme per parlarsi. Si perde qualche cosa, è come vedere un film in bianco e nero: si colgono le sfumature di grigio ma lo splendore dei colori viene celato. Siamo tutti racchiusi nella nostra isola, che diventa un bozzolo. Ci prepariamo alla metamorfosi? In natura gli insetti restano chiusi nel loro involucro protettivo per giungere a una trasformazione nella forma e nella struttura, da uno stadio larvale si passa alla fase adulta; diventeremo farfalle? In senso più figurato, parlando dell’uomo, la metamorfosi può riguardare il carattere, la condotta, l’atteggiamento e prelude a un’evoluzione. L’uomo sta evolvendo? Forse è questo il passaggio? La Rinascita di cui si è parlato in occasione della settimana pasquale? Penso all’abitudine. Il tempo passa e ci abituiamo a stare nel nostro bozzolo; fatico a ricordare la vita di prima, le immagini sono lontane. Gli abbracci, le risate, bere dallo stesso bicchiere, sussurrare nell’orecchio, tenersi per mano. Usciremo dal bozzolo in fasi diverse e avremo tempi diversi per abituarci alla nuova vita. E i bambini che nascono adesso? Sono già evoluti? Parte integrante del nuovo scenario? Come sarà il dopo ce lo stiamo chiedendo tutti e, come spesso accade, abbiamo difficoltà ad immaginare la nuova forma perché non è stata ancora vissuta e siamo sguarniti di immagini nel nostro archivio mentale. Io mi lascerò guidare dal sentire, dall’insieme di emozioni che ho raccolto e dalla convinzione di volere intraprendere, con coraggio, la strada del cambiamento.

Nell’immagine: Ballo a Bougival di Pierre-Auguste Renoir