Porta Venezia

Fragole

FragoleQuesta mattina uscendo di casa ho pensato che avrei dovuto comprare le fragole. Qualche ora dopo si è rotta la custodia del mio cellulare. Tra un impegno e l’altro sono passata al negozio per comprarne una nuova, in genere vado al solito posto, si trova in viale Piave, in piena Porta Venezia. Parcheggiavo la mia bicicletta ed ero assorta nei pensieri lavorativi, avevo fretta e ripassavo quello che avrei dovuto fare nelle ore successive. A un certo punto una voce ha attirato la mia attenzione:
“Fragole a chilometro zero, signora vuole delle fragole?” Mi ha detto una ragazza sorridente. Non avevo tempo e ho semplicemente detto di no con la testa. Alla fine del pomeriggio, tornando a casa, ho deciso di fare una deviazione per verificare se ci fosse ancora la possibilità di avere quelle fragole.
La ragazza era lì, si ricordava di avermi visto qualche ora prima ed è stata felice di accontentarmi. Aveva anche delle marmellate fatte con i frutti di bosco e le more e non ho resistito. Milano continua a stupirmi per ciò che mi regala: fragole a chilometro zero e marmellate fatte in casa vendute per strada in un luogo poco probabile a due passi dal centro e ai confini con le catene di negozi globali. Tornando a casa ho assaporato le fragole sentendo il sapore della campagna, il profumo della terra, l’odore dell’erba bagnata; a volte basta solo avere fiducia in ciò che ci può riservare il nostro domani.

Nella foto Beatrice, sorride e vende fragole a chi lo desidera.

Il paese dietro a Porta Venezia

Casa_GalimbertiNell’area tratteggiata dalle vie che si trovano dietro a Corso Buones Aires e a viale Piave c’è un piccolo mondo da scoprire. Negli ultimi tempi sono stati fatti dei lavori per ristrutturare il manto stradale e la pedonalità dei marciapiedi e questo ha reso ancora più bella la passeggiata che si può godere in questa zona. Si può partire da via Spallanzani e svoltare a destra per via Melzo per poi proseguire, svoltando ancora a destra nel primo incrocio, in via Malpighi. Lì si viene accolti da una delle più importanti costruzioni del Liberty milanese: Casa Galimberti. Ci si guarda intorno e si apprezzano le vetrine di negozi semplici e artigianali come quello di un restauratore, o del calzolaio. Ci sono il fruttivendolo e il barbiere di una volta accanto a una caffetteria in cui fermarsi a leggere il giornale e al negozio che offre una selezione di the. E poi la farmacia, il panettiere, il pellettiere e il ferramenta. Il tutto trasporta il visitatore in una dimensione tipica del paese, di quei comuni abitati da poche migliaia di persone dove il centro è l’occasione per salutare chi si conosce, per fermarsi a fare due parole con il sacchetto della spesa nel cestino della bicicletta. In queste strade il giornalaio ti chiama per nome, dopo qualche volta che ci sei stato, e la gente ha meno fretta, si prende del tempo per guardare in faccia il prossimo e per regalargli un sorriso. Poi si volta l’angolo e ci si infila in metropolitana e tutto è come al solito: la gente guarda in basso e corre per entrare nel vagone prima che le porte si chiudano.

Nell’immagine un particolare di Casa Galimberti.