Porta Venezia

Buon viaggio (nel nuovo anno)!

buonannoL’altro giorno ho preso un caffè con un paio di amiche. Ci siamo sedute in un bar di Porta Venezia e abbiamo iniziato a chiacchierare, loro erano appena tornate da un viaggio e io ero desiderosa di sapere com’era andata.

“È stato un viaggio bellissimo. Luoghi fantastici, siamo stati bene e abbiamo riso un sacco.”
Giulia mi stava raccontando di San Paolo e di Rio de Janeiro. C’era andata con Elizéte, la nostra amica che viveva da anni a Lugano, frequentava Milano per lavoro ma era di Santos, una città sul mare a circa un’ora di auto da San Paolo. Avevamo conosciuto Ely, così la chiamavamo, una sera in un locale; ero con Giulia e quella ragazza sorridente con gli occhi blu si era avvicinata per chiederci cosa fosse la piadina. Mi sentii chiamata in causa, l’occasione mi permise di dichiarare la mia origine emiliana e le feci una brillante dissertazione sull’originale: la piadina romagnola con lo squacquerone, la rucola e il prosciutto crudo rigorosamente messo a freddo, cioè dopo avere tolto la piadina dalla piastra perché altrimenti diventerebbe troppo salato e lascerebbe uno sgradevole odore di cane bagnato. Quella sera Ely decise di prendere una semplice pizza margherita, era sola, aveva un impegno di lavoro e sarebbe rimasta a Milano per un paio di giorni, la invitammo a sedersi con noi. Continua a leggere.

Fragole

FragoleQuesta mattina uscendo di casa ho pensato che avrei dovuto comprare le fragole. Qualche ora dopo si è rotta la custodia del mio cellulare. Tra un impegno e l’altro sono passata al negozio per comprarne una nuova, in genere vado al solito posto, si trova in viale Piave, in piena Porta Venezia. Parcheggiavo la mia bicicletta ed ero assorta nei pensieri lavorativi, avevo fretta e ripassavo quello che avrei dovuto fare nelle ore successive. A un certo punto una voce ha attirato la mia attenzione:
“Fragole a chilometro zero, signora vuole delle fragole?” Mi ha detto una ragazza sorridente. Non avevo tempo e ho semplicemente detto di no con la testa. Alla fine del pomeriggio, tornando a casa, ho deciso di fare una deviazione per verificare se ci fosse ancora la possibilità di avere quelle fragole.
La ragazza era lì, si ricordava di avermi visto qualche ora prima ed è stata felice di accontentarmi. Aveva anche delle marmellate fatte con i frutti di bosco e le more e non ho resistito. Milano continua a stupirmi per ciò che mi regala: fragole a chilometro zero e marmellate fatte in casa vendute per strada in un luogo poco probabile a due passi dal centro e ai confini con le catene di negozi globali. Tornando a casa ho assaporato le fragole sentendo il sapore della campagna, il profumo della terra, l’odore dell’erba bagnata; a volte basta solo avere fiducia in ciò che ci può riservare il nostro domani.

Nella foto Beatrice, sorride e vende fragole a chi lo desidera.