Tempo

Arrivano le vacanze

VacanzeLa condizione meteorologica delle ultime settimane è distante da ciò che abitualmente ci riserva questo periodo dell’anno preparatorio alla pausa estiva. Sembra più fine settembre, quasi inizio ottobre, che agosto e, se non fosse per il calendario, sarebbe difficile ammettere che è tempo di vacanza. Non è il caldo afoso o la canicola incessante che ci spinge a chiudere e a preparare le valigie per prenderci una pausa dall’attività routinaria. Cos’è allora? Molti la chiamano stanchezza, si dicono sfiniti dal lavoro. Io credo invece che sia un desiderio di fare altro, una necessità di dedicarsi a qualcosa di diverso che sta fuori dall’ordinaria vita fatta di corse sfrenate, rispetto di orari e appuntamenti. Si potrebbe definire: desiderio di evasione, voglia di rompere qualche schema per riprendersi il proprio tempo. Se la vediamo in questo modo ogni meta è la ben venuta, ogni luogo è un ottimo candidato perché tutto dipenderà da noi e da come affronteremo questo momento di stop. Il lavoro quotidiano, quello operativo della professione di ognuno, si fermerà ma avrà inizio un altro genere di lavoro, quello dentro di noi che ha lo scopo di cercarsi e capirsi per definire dove andare una volta tornati dal viaggio. Ultimamente mi è capitato di leggere di una nuova tendenza definita staycation che significa prendersi una vacanza restando nel luogo in cui si risiede abitualmente. Molti lo interpretano come un modo per risparmiare denaro altri invece la considerano una situazione in cui prendersi del tempo per meditare su se stessi e per provare a conoscersi meglio. In questo senso la staycation si potrebbe fare quotidianamente, anche solo per un’ora al giorno.

Certo che un bel luogo, un posto nuovo da scoprire, un clima mite, confortato dalla brezza marina, sono validi alleati per i pensieri e le meditazioni; l’importante è non perdere di vista se stessi e un po’ di cibo per la propria interiorità. A tutti i vacanzieri auguro un buon lavoro, quello che porta molto piacere quando lo si fa con serietà.

Il potere di una vecchia canzone

Vecchia_CanzoneCapita all’improvviso. A volte sono in auto oppure in casa mentre cucino, i pensieri vagano liberi. Il passato, il presente, il futuro; tutto si sovrappone e cerco di capire che cosa fare. Serve un’azione per andare avanti; bisogna trovare qualcosa da cui partire per avere quel colpo di reni simile agli atleti che si cimentano nel salto con l’asta, li ho sempre invidiati per il loro coraggio. Corrono e poi, al momento giusto, fanno perno su quel lungo bastone e volano in alto per superare l’ostacolo e atterrare felici. Per me la musica ha quel potere. Una vecchia canzone che arriva per caso, quando meno te l’aspetti, e ti riporta indietro. Non è la voglia di essere ancora dei ragazzi, no. È la forza, quella che un tempo c’era, potente perché ingenua e ignara. La stessa che c’è anche oggi ma che resta celata dalla pesantezza del quotidiano. La vecchia canzone può fare rivivere quel sentimento che si aveva allora, quella sensazione di sicurezza dei vent’anni quando si sa di avere ancora tutto da giocare. L’emozione è sempre presente, sta dentro di noi anche se lo dimentichiamo ma la vecchia canzone ce la propone. Basta ascoltare, è come se ci mostrasse un campione, un esempio, una piccola traccia da tirare fuori e utilizzare quando occorre.