Vacanze

Vecchi posti nuove consapevolezze

Qualcuno pensa che sia noioso tornare nello stesso posto per trascorrere le vacanze, per certi versi lo penso anche io. Mi piace esplorare luoghi che non conosco. Mi preparo prima di raggiungerli e accarezzo l’idea di scovare qualcosa di nuovo, di trovare stimoli che mi possano arricchire. Ultimamente però ho dovuto rivedere la mia posizione; ci sono alcuni luoghi che scatenano un’attrazione e che, magari una volta l’anno, mi spingono a tornare. Sono i posti in cui è successo qualcosa, le località che mi hanno accolta in momenti significativi, quando ci sono stati dei cambiamenti più o meno facili da gestire. Penso alla strada su cui avevo camminato, alla panchina su cui mi ero fermata a leggere o a pensare, al ristorante in cui avevo cenato ammirando la vista di una vallata. Il luogo è rimasto lo stesso, lo conosco quasi a memoria, posso dire con certezza l’orario in cui il panettiere sforna il pane al mattino o quando arriva l’ultima fornitura di viveri dalla città, prima della pausa del fine settimana.
In quel piccolo borgo di un paese poco noto della Francia meridionale mi piace tornare, anche solo per un paio di giorni, giusto il tempo per verificare che tutto sia in ordine, come lo ricordavo. Ritorno su quella panchina e ne approfitto per ascoltare il mio cambiamento, per verificare la mia nuova strada. Il luogo è lo stesso ma mi siedo al crepuscolo e vedo un tramonto diverso e la sera il cielo ha delle stelle più luminose.

Nell’immagine: Sogni, di Matteo Vittorio Corcos

Nella valigia

NellaValigiaAgosto è un momento di pausa, un’abitudine tipicamente italiana in grado di lasciare stupiti gli stranieri, abituati a prendersi vacanze in ogni mese dell’anno o a non farle per niente. Noi invece abbiamo un momento di stop, tutti insieme. Si chiude la saracinesca del negozio, il cancello della fabbrica e la porta dell’ufficio. Il computer viene spento e si parte. Il viaggio può essere per ogni luogo, c’è chi va altrove e chi resta in zona ma ciò che importa è staccare. Da cosa dobbiamo staccare? Io credo che sia necessario uscire dalla quotidianità di una vita frenetica, che mette le persone alla prova e crea pressioni. Durante l’anno sono pochi i momenti in cui ci si può concedere il lusso di avere tempo per fare altro, tempo per vedere qualche cosa di diverso e ascoltare il mondo, e anche se stessi. La pausa estiva è un buon momento per guardare altrove, per questo consiglio di portare nella valigia qualche pensiero. Una sorta di promemoria che ci ricordi di riflettere su alcune cose perché è adesso che abbiamo il tempo. Progetti futuri, esame di quello che abbiamo fatto, risultati raggiunti e nuovi obiettivi. Questa è una parte della mia lista e non c’è bisogno di andare lontano per esaminarla, può accadere anche in città, all’ombra di un albero seduti su una panchina. La cosa più importante è approfittare del tempo che ci viene dato. BUONE VACANZE!