Pensare

Cattura qualche spunto per una riflessione

Fragole

FragoleQuesta mattina uscendo di casa ho pensato che avrei dovuto comprare le fragole. Qualche ora dopo si è rotta la custodia del mio cellulare. Tra un impegno e l’altro sono passata al negozio per comprarne una nuova, in genere vado al solito posto, si trova in viale Piave, in piena Porta Venezia. Parcheggiavo la mia bicicletta ed ero assorta nei pensieri lavorativi, avevo fretta e ripassavo quello che avrei dovuto fare nelle ore successive. A un certo punto una voce ha attirato la mia attenzione:
“Fragole a chilometro zero, signora vuole delle fragole?” Mi ha detto una ragazza sorridente. Non avevo tempo e ho semplicemente detto di no con la testa. Alla fine del pomeriggio, tornando a casa, ho deciso di fare una deviazione per verificare se ci fosse ancora la possibilità di avere quelle fragole.
La ragazza era lì, si ricordava di avermi visto qualche ora prima ed è stata felice di accontentarmi. Aveva anche delle marmellate fatte con i frutti di bosco e le more e non ho resistito. Milano continua a stupirmi per ciò che mi regala: fragole a chilometro zero e marmellate fatte in casa vendute per strada in un luogo poco probabile a due passi dal centro e ai confini con le catene di negozi globali. Tornando a casa ho assaporato le fragole sentendo il sapore della campagna, il profumo della terra, l’odore dell’erba bagnata; a volte basta solo avere fiducia in ciò che ci può riservare il nostro domani.

Nella foto Beatrice, sorride e vende fragole a chi lo desidera.

Mescolarsi

MescolarsiMi piace mangiare il pinzimonio con olio e aceto, quando lo preparo prendo una piccola tazza tonda in cui verso olio d’oliva, alcune gocce di aceto balsamico e un pizzico di sale. Prendo una forchetta e mescolo per rendere la miscela omogenea, in quel momento inizia il gioco che faccio da quando, studiando fisica, ho scoperto il concetto della miscibilità dei liquidi. Lavoro con velocità le due sostanze e le gocce di aceto diventano minuscole, sembra che possano smembrarsi e diventare parte integrante dell’olio ma così non è. Mi fermo, guardo il composto per qualche istante e l’aceto torna allo stato iniziale. Le piccole particelle si cercano e vanno a comporre una grande goccia, non si mescolano all’olio, se ne stanno in disparte. L’aceto non è miscibile con l’olio. Dipende dalla diversa consistenza, dalla loro diversa tensione, non è possibile che da questi due elementi nasca un composto unico. Ci provo sempre, mi diverto a pensare che quella volta ci riuscirò, che potrò modificare i risultati della fisica ma non succede. Gioco con la forchetta, la agito con velocità ma il risultato è sempre lo stesso. Mi arrendo e intingo le verdure, le assaporo e mi rendo conto che le due sostanze restituiscono al palato un equilibrio armonico, pur non essendo miscibili sono in grado di dare valore se messe insieme, apportano un sapore unico e nuovo, diverso da quello che potrebbero restituire se usate singolarmente. Funziona così anche con le persone, nelle relazioni. Proviamo a mescolarci ma i risultati sono sempre diversi. Con qualcuno, che ha una consistenza simile alla nostra, riusciamo a dare vita a un composto nuovo; con altri decidiamo di non mescolarci per niente, sentiamo che è bene lasciare alte le nostre barriere. Pensando all’olio e all’aceto ho trovato una diversa possibilità: la miscibilità parziale, il sentire che qualche tipo di mescolanza può esserci. Probabilmente è un percorso più ostico, fatto di differenti che devono essere disposti a volersi mescolare, ad abbattere qualche barriera aprendosi all’altro. Credo ne valga la pena, si potrebbe trovare un equilibrio nuovo, di certo si avrà un’occasione di crescita come sempre accade attraverso il confronto.