La pioggia milanese mi costringe a utilizzare i mezzi pubblici abbandonando, temporaneamente, la mia amata bicicletta. Insieme alla pioggia ci si mettono i lavori in corso su alcune strade e le conseguenti deviazioni dei tram su percorsi diversi ogni giorno. Nell’ultima settimana ho dovuto scatenare la mia creatività per spostarmi, ho cercato nuove combinazioni: passante, metro, tram, bus sostitutivi. In apparenza sembrava un disagio ma poi l’ho presa come un gioco. Mi sono detta che ci doveva pur essere una spiegazione a tutto questo cambiamento, forse era necessario che io guardassi meglio ciò che avevo intorno. Ho fatto così, ho sperimentato e ho osservato. Mi sono resa conto che ci sono tante strade per arrivare allo steso punto. La meta si può raggiungere con percorsi diretti o tortuosi ma se l’obiettivo finale è chiaro, se si vuole davvero arrivare là, prima o poi lo si raggiunge e ciò che c’è in mezzo serve ad arricchire la nostra esperienza.
Pensare
Accendi la luna
Si ha paura di essere soli. Ci sentiamo staccati da tutto il resto, dalle persone, dalle cose e dalle situazioni. È come camminare al buio su un sentiero che ci pone degli ostacoli. Se non c’è luce tutto spaventa, se non vediamo le difficoltà possono sembrare grandi, proprio perché ignote. Al buio perdiamo il senso dell’orientamento, rischiamo di vagare, crediamo di andare diritto ma in realtà zigzaghiamo. In questi momenti va ricordato che c’è sempre una possibilità, possiamo accendere una luce. Basta guardare il cielo e osservare in alto la luna. Ha una forza enorme, può illuminare a giorno, può darci il coraggio di vedere. Cos’è la luna? Per me è la luce che troviamo dentro e che ci facilita la lettura dei nostri misteri.