Il nome di questo luogo racchiude un paio di promesse. La prima: Mamai in gaelico significa madre e questo termine, come viene citato sul sito del ristorante, fa riferimento al passaggio di testimone avvenuto tra le proprietarie di Alice, di cui Mamai ha ereditato la location, e i due giovani che hanno deciso di coronare il loro sogno. La seconda promessa sta nella passione e si correla alla parola AMA che è inserita nel nome. Grande amore per la cucina di qualità e voglia di sperimentare, questo è ciò che mi sono portata a casa dall’esperienza al Mamai. Il locale è molto intimo ed è possibile riservare un tavolo in un angolo appartato in cui chiacchierare come se si fosse a casa propria; il personale è attento e difficilmente si dimenticherà di voi, anche se vi trovate in quel tavolino giù in fondo, alla fine delle scale e sotto all’arco con pietra a vista. Il cibo è ottimo e regala un’esperienza del gusto che ha a che fare con l’unicità. Tra tutto quello che ho assaggiato mi limito a citare gli gnocchi di pane ripieni di grana caldo e spruzzati dal tartufo; sul resto lascio a voi la scelta ma consiglio di muovervi tra innovazione e tradizione per assaporare qualcosa di molto speciale.
Ristoranti
L’osteria del sognatore
“È nostra tradizione che la dama prenda il turacciolo della bottiglia di vino e lo metta nella grande ampolla esprimendo un desiderio.” L’accento era francese ma mi trovavo a Milano, in una zona molto defilata dei Navigli. Questa è stata la spiegazione del rituale del sogno da parte di uno dei camerieri di questo incantevole ristorante. L’atmosfera è intima e delicata; il cibo è ottimo, la proposta dello chef spazia da piatti tradizionali a sperimentazioni intriganti e piene di sorprese. Una menzione speciale va ai tocchetti di patate con zucca e amaretti (gli gnocchi alla zucca) accompagnati da bacon spadellato e anacardi mantecati con grana stagionato: un’esperienza che ricorderò per molto tempo, come questa serata alla fine della quale mi è stata donata una poesia che inizia così: “I ragazzi che si amano si baciano in piedi, contro le porte della notte, e i passanti che passano li segnano a dito…”. Mi hanno spiegato che questa è la seconda tradizione del locale.